Totò, Peppino e l'abolizione dell'Ici
Devo dire che per tutta la serata Berlusconi non mi era piaciuto: non rispondeva alle domande sprecando il proprio tempo a ribattere la risposta alla domanda precedente, snocciolava i suoi numeri a volte un po' senza senso, continuava a dire "francamente non si poteva fare di più", ecc. Prodi dal canto suo era più cazzuto del solito: a un certo punto è sbottato, difendendo con orgoglio l'operato del governo di centrosinistra nel risanamento dei conti pubblici e - per un attimo - sembrava addirittura che avesse gli occhi aperti.
Insomma, Berlusconi sembrava battuto ancora una volta, ma poi è venuto l'appello finale. Berlusconi ha finalmente indovinato la telecamera accesa, si è aggrappato alla scrivania di formica e si è rivolto agli elettori con la stessa faccia di quella famosa discesa in campo, mancavano solo i libri finti dietro (in realtà dentro a quei faldoni c'è una notevolissima collezione di Tex).
Scherzi a parte: l'appello finale di Berlusconi mi è sembrato orrido, a un certo punto ha detto "aboliremo l'Ici", poi pausa ad effetto, "sì, avete sentito bene!", poi ha chiuso con un gesto verso la telecamera alla Fonzie - un Fonzie di Segrate col riporto tinto, mi sono venuti i brividi. Non vorrei dire stronzate ma mi è sembrato che 'sta storia dell'Ici la tirasse fuori tipo coniglio dal cilindro, non mi stupirei che qualcuno nella CdL cadesse dalle nuvole. Anche il fatto di chiudere ripetendo le minacce sulle tasse di Prodi mi ha dato fastidio: dopo che l'altro per tutta la sera aveva ribadito il contrario l'ho trovato scorretto, mi è sembrata una cosa studiata a tavolino da dire nell'appello finale, senza possibilità di replica.
La cosa che meno mi è piaciuta di Prodi è che non chiamava quasi mai Berlusconi per nome: quando parlava del nano... pardon, del Presidente del Consiglio, sottintendeva sempre il soggetto. E' un trucchetto squallido, da seconda media, che non a caso aveva introdotto Berlusconi nel 2001, mi sono sentita un po' preso per il culo. Poteva venire meglio anche la citazione di Shaw, ma poteva venire anche peggio, almeno ha ottenuto l'effetto di far incazzare Berlusconi e poi far capire che non aveva colto la citazione (perché, qualcuno l'aveva colta?).
Le tasse, invece, anche stavolta peggio di così non poteva spiegarle. Non puoi dire "l'altra volta c'è stato un equivoco perché ancora non avevamo deciso", non sei mica alla riunione di condominio...
Poi è ovvio che non mi è piaciuta la "verve" di Prodi (ah! ah! ah!), ma che cazzo: dicono che sia rassicurante... in effetti tanta paura non la fa.
Quando B. ha parlato degli spinelli di Vladimir Luxuria, Prodi doveva dire la verità agli italiani: il fumo che spaccia la Luxuria non è per niente buono, non è giusto ingannare gli elettori. Quando B. gli ha dato dell'"utile idiota", Prodi poteva rispondere "io almeno sono utile", come aveva già fatto in passato, oppure in modo nuovo, tipo: "vaffanculo testa di cazzo", sai che picco di audience!






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