In morte di Syd Barrett
Come video mostra, il quadrupede con zampe posteriori valghe che alloggia in casa mia è stato profanato e ieri è divenuto un micio lisergico in memoria ed onore di un grande personaggio scomparso recentemente. È il nuovo Lucifer Sam. Lucifer Sam era un gatto diabolico protagonista di una tipica canzone lisergica di Syd Barrett. La canzone racconta la storia di un gatto (Sam) che ha qualcosa di inspiegabile… Sarà perché Barrett si faceva montagne di acidi e poi componeva. Ecco spiegato l’arcano dello pseudonimo del nostro simpaticissimo amico Pin. Tra l'altro le canzoni lisergiche mi piacciono particolarmente, visto che come tutti sanno Lucy in the Sky with Diamonds (LSD) dei Beatles è una di queste. Insomma tornando alla canzone Barrett è sballato e guarda il gatto e gli sembra che abbia qualcosa che non vada. E’ una canzone del primo album dei Pink Floyd, "The piper at the gates of dawn", scritto tutto da Barrett (1967). Una pietra miliare nella storia del rock, il capostipite della musica psichedelica. I Pink Floyd ci hanno sempre un po' campato di rendita... Poi Barrett si ammalò di mente (si faceva troppo il ragazzo) e allora lo estromisero dal gruppo. E fu sostituito da Gilmour che da parte sua era pure un genio. Barrett andò di fuori quasi subito, durante i concerti sbroccava, tipo faceva sempre lo stesso accordo tutta la sera oppure se ne andava in mezzo alla canzone, balbettava... e pensare che lui all'inizio era anche la voce solista... Ad un certo punto lo estromisero e lo sostituì Gilmour che era suo amico poi più avanti gli avrebbero dedicato Wish you were here, Shine on you crazy diamond... Insomma: lo fecero fuori, ma con affetto. All’inizio il leader fu Gilmour, poi prese potere quel fanatico di Roger Waters, con tutte le sue angosce di merda, e fra i Pink Floyd e il loro pubblico si eresse il famoso muro. Dalla fine degli anni '70 hanno sempre riciclato la stessa roba, non hanno tirato fuori più niente di degno. Quindi: dal genio e sregolatezza di Barrett, al talento maestoso di Gilmour, alle angosciose seghe mentali di Waters. Sono le fasi dell'uomo, giovinezza, maturità, vecchiaia: la storia dei Pink Floyd è una metafora della vita.
Red pride (metal-meccaniche divine)
Che cos'è il comunismo? Oziosissima domandina da afosissimo mercoledì di luglio. Se il comunismo fosse un'idea sarebbe già un problema, perché sarebbe un'idea dolorosa, di quelle che non fanno accendere la lampadina, anzi... (diceva Gaber: "Se potessi mangiare un'idea avrei fatto la mia rivoluzione"). No, non è un'idea: è peggio.
A riguardare "Palombella rossa" di Moretti mi accorgo (ma in fondo l'ho sempre saputo) che il comunismo è un sentimento. Nel film lo dice il teologo sudamericano a Michele Apicella prima che entri in vasca:
"Cosa vuol dire essere comunisti? Un sentimento. Un sentimento di totalità. Ma cos’è questa totalità? È un campo. Un campo da gioco, una piscina. Intorno, gli angeli. Il pubblico. Il pubblico ti guarda. Urla. Ti vede. Tu invece: silenzio. Gol. Centosessantatré gol. Nella tua vita (oggi tre o quattro e basta). Vai".
E la piscina come metafora del comunismo percorre tutto il film, sottolineata anche dalla canzone di Battiato "E ti vengo a cercare", cantata da Moretti durante la tribuna politica e - di seguito - dal pubblico (di merda?) della partita:
Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine:
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita
che rinuncia a se'.
E ti vengo a cercare...
Non una dottrina totalitaria, dunque, ma un sentimento di totalità. Di totalità, senza dubbio: perché coinvolge per intero la sfera delle vicende umane, da quelle materiali (il lavoro e il suo sfruttamento, la Fiom, il contratto dei metalmeccanici...) a quelle ideali (da ciascuno secondo le proprie possibilità...). Ma un sentimento...?
Se il comunismo fosse un'idea, una teoria, una dottrina politica e sociale, la si potrebbe abbandonare come si fa con le idee superate, quelle che non ci piacciono più, che ci provocano dolore, ci costringono a confrontarci troppo spesso con le nostre frustrazioni.
Un sentimento, invece, per quanto doloroso e irragionevole sia, non puoi scegliere di abbandonarlo. Non puoi scegliere di non amare più, di non odiare più, di non soffrire o di non provare più affetto, simpatia, amicizia, compassione.
Così un comunista non può scegliere di non essere più comunista. E' una carica vitalizia, come essere papa o governatore della Banca d'Italia (?). Qualche volta sembra un po' una condanna. Qualche volta sembra un po' una benedizione. Se non altro perché, quando qualcosa che succede intorno a te (leggi va!) ti porta a domandarti: "Moriremo democristiani?", puoi sempre risponderti con una punta di legittimo orgoglio: "No, non moriremo democristiani. Moriremo comunisti". Amen.





Ultimi commenti
@*dtcomment*@@*titolopost*@
@*nome*@