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Archivio Agosto 2006

A Rimini, d'estate

di Lucyb (31/08/2006 - 16:20)

Anche se son passati alcuni giorni dal meeting di Rimini di Comunione e Liberazione non posso esimermi dallo scrivere un post a riguardo. C'è troppo materiale succulento su cui farsi due risate (o piangere e disperarsi a seconda dell'uomore).

Direi di iniziare con Andreotti, il sette volte presidente del consiglio nella precedente repubblica che ha dichiarato che i PACS non passeranno mai in parlamento, perché tutti i senatori a vita voteranno contro.

Punto primo con che presunzione parla a nome di tutti i senatori a vita? Non credo abbia l'esclusiva sul voto degli altri.

Punto secondo: ma con che coraggio si permette di condannare chiunque si azzardi ad avventurarsi in qualcosa che sia fuori dal sacro vincolo matrimoniale (omosessuali per carità)? Lui, riconosciuto mafioso fino al 1980 (non dico condannato per la prescrizione) che detta leggi di moralità. Siamo nel campo della follia pura.

Punto terzo: prima o poi anche lui dovrà crepare, no? Un giorno il Signore lo chiamerà a sé, no? Se non è oggi sarà domani (Signore Iddio, mai rimandare a domani quello che puoi fare oggi...). L'unico inconveniente è quanto ci romperanno i coglioni dopo la morte. Lo faranno santo con monumenti e anniversari, come con Craxi (che dio non l'abbia in gloria).

Ma passiamo al vero protagonista: il nano malefico (e le sue dichiarazioni)

Stronzata numero uno: “L'italia agli italiani” dice Silvio. A parte l'assoluta fascistosità dell'affermazione mi viene da rispondere: “la topa ai topi” o anche “il basso varesotto ai varesotti bassi” e ancora meglio “lo schifo a Schifani”.

 Stonzata numero due “test d'ingresso agli immigrati in materia di storia italiana, geografia, costume ecc dell'italia”. Posso solo dire: fatelo a Buttiglione che è il filosofo del gruppo! Oppure direttamente a lui Berlusconi, ho già pronta una domanda di storia: “Quale grande statista italiano disse nel 1994 non mi siederò mai più allo stesso tavolo con Bossi?"

Ma ecco la chicca delle chicche. Don Giussani lo avrebbe definito (almeno a quello che sostiene il nano) “L'uomo della provvidenza”. Quest'uomo riesce sempre a stupirmi non c'è che dire. Si sente sempre più un dio anche se di miracoli per ora ho visto solo quello dei capelli che oltretutto non è attribuibile a lui ma al suo Cesareragazzi di fiducia. Tra l'altro al meeting sembra che abbia sfoggiato fiero e con piroetta l'ultimo capolavoro della chirurgia tricologica. Tra un paio d'anni riuscirà anche a farsi la coda.

Comunque Don giussani è morto e non può negare! Perché allora non dire, che ne so, che Don Giussani ha definito Lucyblade la paladina della giustizia? Tanto mica mi può smentire! Oppure che Lucyblade è la reincarnazione di madre teresa! Questa forse sarebbe anche meno credibile di quella del nano.

A questo punto come non citare un sito fantastico opera di Tommaso Labranca, un intellettuale borghese neoproletario:

Ciellin Dion

La finestra sul porcile

di Lucyb (31/08/2006 - 10:46)

Da qualche mese la società in cui lavoro ci ha trasferito in un nuovo palazzone di fronte a quello dove eravamo prima, una nuova sede con un sacco di sorprese tutte da scoprire (ehehe) Proprio questo fine settimana parlando con un amico del quale non farò il nome viene fuori che il fortunato edificio è la sua ex sede lavorativa. La grande azienda italiana di telecomunicazioni per la quale lavora (o fa finta di lavorare) di cui non faccio il nome aveva appunto trasferito da poco anche lui & colleghi (con particolare dispiacere di alcuni). Ma guarda a volte si dice il caso. Sempre il caso – mi raccontava costui - aveva fatto un bel regalo agli stakanovisti di una particolarissima stanzetta al 4 piano. Detti sgobboni erano stati visti arrivare a lavoro ad orari improbabili, alle sette alcuni alle sei e 30 altri (stiamo parlando della mattina). C’è chi stentava a crederlo e chi non sapeva come spiegarsi questa anomalia. Possibile un amore tanto sfrenato per il lavoro e l’azienda? Evidentemente no! I fedifraghi infatti una mattina erano stati sorpresi a guardare attentamente nell’occhiello di un telescopio professionale. Per le stelle (del cielo) troppa luce. Per quella in carne ossa (diventata stella ai loro occhi) la luce era stata molto utile per la messa a fuoco. I galileogalilei mattutini erano in realtà dei voyeur incalliti che avevano fatto una colletta per comperarsi quell’aggeggio con lenti superpotenti. Insomma il loro obiettivo era l’appartamento di una gran bella gnocca che a quell’ora ogni dì si faceva la doccia. Dopo la toeletta mattutina l’ignara  amava starsene nuda per la casa prima di uscire per le proprie faccende. Altro che I love this company diciamo meglio I love this window (che non è poi così diverso). A questo punto scommetto che il primo pensiero dell’80% dei miei colleghi lettori è quello di tornare alle  prime righe del post per vedere se dico esattamente dove sia stanzetta  (il restante 20 % è gay). Il secondo pensiero è se varrà la pena alzarsi all’alba.

Altri aforismi (sempre stile Woody Allen)

di Lucyb (29/08/2006 - 16:16)

Non credo leggerò mai la bibbia, non amo il genere fantasy

Ha detto Ruini che Dio raggiunge l'embrione. Mi domando che strada faccia

 

 

Aforisma stile Woody Allen (non di Woody Allen)

di Lucyb (29/08/2006 - 15:56)

Non ce l'ho con Dio. Sono quelli del suo staff che mi hanno stancato.

Tatuarsi ai fornelli

di Lucyb (21/08/2006 - 11:44)

Ieri sera mio padre è tornato al suo natio borgo selvaggio per la corsa de’ ciuchi, un paese molto piccolo vicino a Santa Fiora ( “e vedrai Santafior com’è sicura” (Dante Alighieri Purgatorio canto VI) Mio padre si è seduto in piazza e ha fumato 5 sigarette con Camilleri. 5 lui e 5 Camilleri ovvio. Gli ha  detto che i giornalisti dicono un sacco di cazzate sul suo conto (Camilleri a mio padre ovvio). Lo ha visto maluccio quest’anno, peggio dell’anno passato (mio padre a Camilleri ovvio).

Io a differenza dell’anziano genitore (mondano a quanto pare) non ho messo il capo furi casa  neanche per un minuto. Mattinata intera a catalogare dvd e fare la sguattera tra cesso e cucina. Poi per completare in bellezza la giornata casalinga ho fatto il soufflé al cioccolato ma ero così agitata al pensiero potesse sgonfiarsi e sprofondare su se stesso stile Audrey Hepburn in Sabrina che mi è scivolata la teglia rovente e si è poggiata sulla pancia a sinistra dell’ombelico lasciandomi un marchio violaceo che sembra un tatuaggio venuto parecchio male. Ma c'è chi lo fa di proposito… e io devo accettarlo!

La follia della donna, il disagio mentale di iniettarsi inchiostro con gli aghi 

Gatti al mare... gatti al mare

di Lucyb (16/08/2006 - 15:41)

16 luglio anno del signore 2006. Fossi rimasta a vivere a Siena  - per un qualsivoglia motivo -  oggi avrei fatto festa. Palio dell’Assunta. A ben riflettere in 4 anni (e coda)  mai mangiato un panforte di quelli venduti a peso, mai visto un palio in piazza, quasi peggio dei fiorentini mai stati agli uffizi. Insomma oggi rientro dalle ferie. Partenza non intelligente 15 agosto dopo cena che si è rivelata infine acutissima. Traffico rallentato, svincoli chiusi? Macché. Code a tratti? Solo quella del felino sporgente dalla gabbietta. Già perché il quadrupede  di 8 chili che risponde al nome di Igor, ma più velocemente al rumore del croccantino che sbatte con croccantino,  quest’anno ha fatto le vacanze con noi e ci ha seguito fino a San Vincenzo dove “seguire” è verbo transitivo che indica stato confusionale provocato da barbiturici che può portare a rinchiudersi per una o più ore in luoghi chiusi e stretti. Dalle parole ai fatti : gatto lisergico stavolta drogato sul serio. Ma lo stupidello non se l’è voluto godere il viaggio (in tutti i sensi) e invece che spaparanzarsi a mo’ di vero micio gaudente e strafatto ha miagolato in modo indecente per tutto il tragitto senza risparmiarsi. In questi momenti sangue freddo è un concetto che mi è più estraneo della fissione nucleare, mi vengono in mente situazioni tragiche e fatali, tipo il micio che muore per un attacco di cuore oppure soffocato dalla bava. La mente vaga e già mi vengono le lacrime al pensiero del mio gattino morto impaurito per colpa mia e delle mie ferie marittime, una piaga che mi porterò dietro tutte la vita. E pensare che a qualcuno sono successe davvero cose simili, come quella mia amica che dette buca ad una cena-rimpatriata causa morte del proprio gatto investito tragicamente da lei stessa in garage. Un minuto di raccoglimento. Insomma il gatto è arrivato sano e salvo sia all’andata che al ritorno anche se con meno psicofarmaci in corpo rispetto a quanto prescritto dal veterinario; mezza pasticchina scarsa anziché una intera. È stata già impresa epocale portarlo dal veterinario che alla fine delle scale aveva già sfondato la gabbietta e scalpitante per il palazzo figurarsi infilargli in gola una cosa che non voleva neppure leccare ( i maliziosi si astengano, stiamo parlando del mio micetto castrato). Ci sarebbe pure lo spara pasticche mi informano, un affare tipo pistoletta che gliele tirerebbe direttamente in gola. Ma se poi mi muore soffocato?

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