Tatuarsi ai fornelli
Ieri sera mio padre è tornato al suo natio borgo selvaggio per la corsa de’ ciuchi, un paese molto piccolo vicino a Santa Fiora ( “e vedrai Santafior com’è sicura” (Dante Alighieri Purgatorio canto VI) Mio padre si è seduto in piazza e ha fumato 5 sigarette con Camilleri. 5 lui e 5 Camilleri ovvio. Gli ha detto che i giornalisti dicono un sacco di cazzate sul suo conto (Camilleri a mio padre ovvio). Lo ha visto maluccio quest’anno, peggio dell’anno passato (mio padre a Camilleri ovvio).
Io a differenza dell’anziano genitore (mondano a quanto pare) non ho messo il capo furi casa neanche per un minuto. Mattinata intera a catalogare dvd e fare la sguattera tra cesso e cucina. Poi per completare in bellezza la giornata casalinga ho fatto il soufflé al cioccolato ma ero così agitata al pensiero potesse sgonfiarsi e sprofondare su se stesso stile Audrey Hepburn in Sabrina che mi è scivolata la teglia rovente e si è poggiata sulla pancia a sinistra dell’ombelico lasciandomi un marchio violaceo che sembra un tatuaggio venuto parecchio male. Ma c'è chi lo fa di proposito… e io devo accettarlo!
La follia della donna, il disagio mentale di iniettarsi inchiostro con gli aghi





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