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Onorevole stia zitta

di Lucyb (31/10/2006 - 10:16)

Il caso Gardini-Luxuria ha creato un gran putiferio. La Gardini ne esce a pezzi. Mi domando: chi cavolo gliel’ha fatto fare a sputtanarsi così? Non gli bastava essersi candidata con Forza Italia? Prima tutti la ricordavano per quel programma di fine anni ‘80 con Frizzi, quando le famiglie che il sabato sera stavano a casa a guardare la tv erano malate della pscicosi di rispondere al telefono urlando “Europa Europa”. Ma non era mai la Gardini che chiamava, più probabile uno scherzo di amici. Qualcuno l’aveva vista anche in qualche fiction sulla RAI che faceva la dottoressa coraggio in Africa, insomma una santa donna con una immagine per certi versi simile a quella della Dalla Chiesa o della Parodi, casa chiesa e vestiti Max Mara. Da Venerdì la Gardini è una stronza.,è una  fascista, intollerante e bigotta. Gardini, ma non potevi stare zitta?. 

“Si faccia tagliare il pisello. Se lo tagli e allora venga pure nel bagno delle donne. Perché non lo fa? Ta-glia-te-looooo!”
Onorevole Gardini.

Il bagno? In fondo a destra

di Lucyb (28/10/2006 - 20:53)

La Gardini, deputata di Forza Italia ed ex addetto stampa di Berlusconi, ha incontrato nel cesso della Camera dei deputati Vladimir Luxuria, collega eletta nelle file di Rifondazione comunista, e le ha intimato di andarsene. "Tu sei un uomo - ha detto la Gardini. Non puoi stare qui, devi andare nel bagno degli uomini". Pare che la cosa sia stata detta anche con una certa aggressività, come del resto ammette la stessa Gardini: "La mia è stata una reazione fisica, di pancia. Proprio non mi aspettavo di trovare un uomo nei nostri bagni. Credevo che la questione fosse stata risolta da tempo e trovare Guadagno lì mi ha provocato un trauma. E spontanemante gliel'ho detto".Trovo la cosa molto, molto, molto grave. Siamo arrivati in fondo, a destra. Siamo alle discriminazioni più fasciste e becere, se ci pensate. La Luxuria si dichiara sotto choc per la violenza dell'aggressione ("All'inizio, per la verità, pensavo che scherzasse...") e prova a spiegarsi: "Ma io, che devo fare? Io vado nei bagni del sesso del quale mi sento" (che secondo me è una prima ottima ragione, direi 'di ordine ideale') e "Se andassi in quello degli uomini, credo proprio che metterei in imbarazzo i colleghi maschi" (che è una seconda ottima ragione, direi 'di ordine fisiologico e logistico', basta pensare a come pisciano gli uomini e a come pisciano le donne). Esprimo tutta la mia solidarietà di essere umano a Vladimir Luxuria e idealmente le mando un abbraccio che vuol dire: "Fregatene di questi stronzi! La parte migliore di questo Paese ti rispetta". "Spero che nei prossimi mesi non mi tocchi andare al bagno sentendomi una ladra" è il suo commento, "spero che la sua - prosegue riferendosi alla Gardini - sia una posizione singola e non delle deputate di Forza Italia". Lo spero anch'io, ci mancherebbe, ma c'è da dubitarne: è gente di merda.

Sentite la Gardini che cosa è capace di dire:

1) "Credevo che la questione fosse stata risolta da tempo". Qual è la questione? La questione sei tu, Gardini, sei tu la questione;

2) "Adesso mi rivolgerò ai questori affinchè trovino una soluzione". Non vorrei essere nei panni dei questori. Le soluzioni non sono molte: un catetere o un pappagallo possono andare per i piccoli bisogni; ma quando prende la parola la Gardini come si fa? L'unica è alzare una finta parete e ricavarci un terzo bagnetto, anche abusivo (tanto poi lo condoniamo), accanto a quello dei signori e delle signore, con scritto "altro". Oppure la Luxuria quando deve andare al cesso esce e la fa per strada a piazza Colonna;

3) "Comunque trovo assolutamente eccessivo che la questione, di organizzazione interna, sia stata portata all'esterno". Cioè: tu non sei una alla riunione di condominio che si rivolge in modo offensivo alla tipa del piano di sopra per questioni di pianerottolo. Tu sei una parlamentare. Se te ne esci con una roba così, i principali quotidiani ci vanno in prima pagina, come infatti è già successo on-line e succederà sul cartaceo domattina;

4) "Mi vergogno che si dia una immagine così di basso profilo del Parlamento. Se avessi saputo, sarei stata zitta". In effetti, cara Gardini, hai dato una immagine di basso profilo, ma di te stessa più che del Parlamento (quella del Parlamento era già di basso profilo). In effetti se stavi zitta era meglio.

Lost in Translation

di Lucyb (27/10/2006 - 16:53)

Stasera riflettevo sulle cazzate che i distributori italiani hanno fatto con le traduzioni dei Film di Truffaut. Cominciamo dal fantastico titolo I 400 colpi: chi non ha mai sentito parlare di Nouvelle Vague potrebbe pensare ad un film porno. Già, perché in francese Le 400 coups è una locuzione che significa “farle di tutti i colori”. Certo a farle di cotte e di crude potrebbe essere anche un’aitante donnina a gambe aperte, ma non è il caso del piccolo protagonista del film credetemi. Ma passiamo al peggio, Domicile Conjugal viene storpiato in Non drammatizziamo, è solo una questione di corna! Questo è incommentabile davvero. Ma siccome al peggio non v’è mai fine ecco che Une belle fille comme moi diventa Mica scema la ragazza. Non sarà il miglior film di Truffaut, ma nemmeno il sequel di Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda. L’unica spiegazione che riesco a darmi è che l’abbiano tradotto senza vederlo. Ma Truffaut non è l’unico regista umiliato dalle traduzioni dello stivale. I titoli italiani dei film di Orson Welles sono emblematici! Citizen Kane diventa Quarto potere, come se fosse un film sul potere dei media, che invece è un aspetto marginalissimo; in italiano sembra un film sul giornalismo (il quarto potere), ma in realtà il giornalismo non c’entra un cazzo. Non solo, la parola misteriosa di Quarto potere, pronunciata da Kane prima di morire, Rosebud (bocciolo di rosa) diventa Rosabella. Ma Rosabella non è la mucca di topolino? Ah no quella è Clarabella, vabbé il discorso non cambia molto. Touch of evil in italiano è L'infernale Quinlan che sembra il titolo di un cartone animato. Anche Hitchcock non ne è uscito indenne. Prendiamo ad esempio Vertigo, sentite come è pieno, altisonante ed evocativo. In italiano lo hanno tradotto La donna che visse due volte. Ma con che coraggio? Cioè non si sta parlando di traduzioni del cazzo di film del cazzo (che pure ce ne sono) ma dei più bei film della storia del cinema. E me ne vengono in mente altri: All about Eve con Bette Davis diventa Eva contro Eva. In questo modo si perde la citazione di Almodovar, che dedica il film Tutto su mia madre proprio a Bette Davis. Per non parlare di Buster Keaton. I suoi film venivano tradotti tutti con Io e .., tipo Io e la vacca, Io e l’amore ecc, ma in originale non si intitolavano mica così! Questi film hanno poi inaugurato un vero e proprio filone. Io e Annie di Woody Allen è in originale Annie Hall (nome e cognome). Così se ne snatura completamente il senso. E avete mai sentito come hanno doppiato Mean Streets di Scorsese? C'è de Niro che sembra un personaggio da operetta, che parla mezzo italiano e mezzo americano maccheronico. Sembra uno scherzo. In questo modo si butta in farsa, si traduce così a cazzo, assecondando quello che qualcuno ritiene essere la pigrizia mentale del pubblico, oppure per un gusto diverso che non è più quello dell'autore, solo perché a qualcuno sembra che in italiano certe parole suonino male. É secondo me il caso di The silence of the lambs, in italiano Il silenzio degli innocenti, ma che alla lettera sarebbe Il silenzio degli agnelli, da cui Greggio fa la parodia Il silenzio dei prosciutti(hams). Anche qui la citazione si perde (in questo caso però non se ne sente la mancanza). Di questo passo si arriverà prima o poi ai livelli dei titoli da film porno veramente: Eiaculazione da Tiffany, Tutti su mia madre, Il glande freddo, Biancaneve sotto i nani, La caricano in 101, A volte ritrombano, Ben Dhur, A quel culo piace caldo, Banana meccanica, I soliti colpetti, Il senso di Smilla per la fava. Per chi ne volesse leggere altri http://www.girodivite.it/Porno-all-italiana.html

Elogio del luogo comune con finale triste

di Lucyb (26/10/2006 - 16:09)

"Meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci" Amico fragile  F. De André

Ieri sono stata ad una mostra di pittura contemporanea. E la chiamano arte!!! Quei quadri li sa fare anche il mio nipotino di 5 anni! Non ci sono più i grandi artisti ormai! Vuoi mettere Michelangelo o Raffaello con questi imbrattatele di oggi? Secondo me è stata la Tv che ha rovinato tutto.  La tv fa schifo; io non la guardo mai. Ogni tanto le partite, ma il calcio è diventato un business e tutto lo sport non è più come un tempo. E poi la tv è troppo violenta. E' colpa della tv se i bambini sono violenti e uccidono i genitori. Oddio, anche i genitori non sanno educare i figli: la gioventù di oggi è talmente maleducata. Per non parlare della scuola! I maestri non sono più quelli di una volta e i bambini non imparano niente. Quando vanno al superiore ancora peggio; studiano il latino che non serve a niente. Ci vorrebbe un'altra guerra e du' manate date bene! Comunque prima di fare un figliolo bisognerebbe pensarci dieci volte. Un bambino ti cambia la vita, non è mica un giocattolo! Io quando avrò un figlio lo manderò a seguire sin da piccolo un corso d'Inglese, perché l'Inglese è la lingua del futuro. Però non mi sposerò, perché il matrimonio è la tomba dell'amore. Stasera volevo andare a mangiare fuori, ma bona come la roba di casa non la fanno neanche al ristorante. E poi fuori non c'è mai nessuno e non c'è mai niente da fare. Freddo come quest'anno poi non è mai stato.  Si va sempre peggio. Al governo chi c'è c'è, non cambia niente, è tutto un magna magna.

E intanto so' sempre i meglio che se ne vanno.  Oggi una strage: Bruno Lauzi ed Emilio Vedova

Problema tecnico

di Lucyb (24/10/2006 - 18:26)

JALALABAD (Afghanistan) - Tre bambini sono morti e due sono rimasti feriti per un colpo di mortaio partito dalle truppe Nato nell'est dell'Afghanistan. Lo hanno reso noto la polizia locale e fonti dell'Alleanza. Il comandante Luke Knittig, portavoce dell'Isaf, ha spiegato che, a causa di un problema tecnico, durante un'esercitazione uno dei cinque colpi di mortaio sparati ha sbagliato bersaglio. (Agr)

 

Dal corriere.it

The Truman Pupa Show

di Lucyb (24/10/2006 - 12:11)

È assolutamente evidente che l'arte del cinema si ispira alla vita mentre la vita si ispira alla TV. E' una battuta di Woody Allen che mi torna sempre in mente quando guardo "La pupa e il secchione". Ieri sera c'è stata la finale: ora, potrei anche andare a vedere chi ha vinto e azzardare un commento, ma non importa. Mai prima d'ora nella breve-lunga storia dei reality fu più inutile conoscere il nome del vincitore. Hanno vinto le pupe: lo si è già detto abbondantemente. Pare che la realtà somigli più alla pupa che al secchione (già qui lo avevo detto). Per quanto sconsolante sia, fra una pupa superomologata e un secchione assolutamente fuori dai canoni, non c'è proprio partita. Il classico pelo tira sempre e la vacuità mentale è propedeutica (anche questo si è già detto) al tiraggio: la pupa eccita perché non capisce una sega (sì, sì, proprio così). Senza fare retorica c'è da essere un pochino preoccupati per l'umanità, ma neanche questo importa: abbiamo passato altri momenti brutti, passerà anche questo. Eccoci allora rapiti di fronte al duello Papi-pupa ("Non c'è peggior sordo...?" "...di chi non sente?"), a sperare che la stupidità della pompinara di turno sia genuinamente simulata. Mi auguro, per il futuro dell'umanità, che le immancabili gag siano studiate a tavolino e che anche questo "reality" sia taroccato come tutti gli altri.E' questo uno strano atteggiamento di interazione parasociale fra l'essere umano e il televisore ("Fa che non sia vero! Fa che non sia vero! Fa che non sia vero!") che mi capita di provare in pochissime altre avvilenti circostanze (per esempio quando guardo le proiezioni del centrosinistra al Senato) e che sempre mi costringe a riflettere (torno a Woody Allen) sui concetti di realtà e finzione in tv.  Già durante lo scazzo Sgarbi-Mussolini "La pupa e il secchione" aveva suscitato simili riflessioni. In quell'occasione, interrotta la registrazione per la truculenza dello scontro fra i due minchioni, si era poi proceduto a un "secondo ciak", si era cioè ripetuta la scena compromettendo la realtà (?) del programma. "Il reality è morto, la Mussolini è una stronza fascista di merda", aveva tuonato Sgarbi con la sua solita sobrietà, ma cogliendo per una volta nel segno. Che dire? La battuta di Woody Allen è veramente troppo, troppo amara. Certo, lui la tv la conosce bene avendo lavorato per anni come autore televisivo ad inizio carriera, prima di approdare (per fortuna) al cinema. Ma farò finta che si sbagli ("Fa che non sia vero! Fa che non sia vero! Fa che non sia vero!..."). L'idea che la vita si ispiri alla tv non mi va giù. Non ne ha proprio le caratteristiche: non è seriale, non ha i tempi della tv e il più delle volte - messaggio di speranza - non ne ha neanche la volgarità. No. L'unità di misura della vita è la scena. Il nostro ricordare il passato e fantasticare sul futuro non è altro che un continuo montare e rimontare (un po' morbosamente?...) il solito film. Insomma: la vita somiglia molto di più al cinema. E pazienza se il film non è sempre Fellini: non è neanche sempre Vanzina.

La gatta sul letto che sco..rreggia

di Lucyb (23/10/2006 - 18:25)

Vedete la micetta in foto? Sì quella a destra, non il trippone a sinistra. Si chiama Gianna, ed è il nuovo acquisto felino di casa mia. Avevo già parlato di lei in un post precedente. Come già spiegavo, la poverina era malata di tenia che le causava delle insopportabili flautolenze e una alterata consistenza delle feci (altrimenti detto cacaccio).  O almeno erano quelle che  io credevo essere le conseguenze della  malattia. Dopo un centinaio di euro di veterinario la micina  è guarita ( e volevo pure vedere). Il problema è che continua a scoreggiare. E non me ne accorgo dal rumore… Evidentemente come gli umani sono più o meno “di pelle corta” così pure gli animali. Me ne dovrò fare una ragione, ho una gatta petomane. In compenso la consistenza della cacca è notevolmente migliorata. L’ho potuto constatare DA VICINO sabato notte quando l’esserino mi ha battezzato a suo modo il piumino del letto appena ritirato fuori per il lungo inverno. E ora sfido chiunque a dire che sono schizzinosa…

Chiedi chi era De Gregori

di Lucyb (23/10/2006 - 13:04)

In questi giorni la radio ci propone De Gregori che esegue "Diamante", canzone scritta per l'album "Oro incenso e birra" di Zucchero (1989) e ora riproposta dall'autore romano all'interno di una tripla antologia, "Tra un manifesto e lo specchio", in uscita il prossimo 3 novembre.  Ora, se c'è uno che ha raccolto più di quanto abbia seminato (http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_De_Gregori ), quello è De Gregori. Vi ricordate quando da ragazzini ci divertivamo a registrare le cassette con lo stereo di casa? Vi ricordate le compilation di Alta fedeltà? Ecco, lui si diverte allo stesso modo, solo che poi questa roba ce la vende a noi.  Dal '72 (data del suo primo Lp "Theorius Campus" con Venditti) al 1987, De Gregori pubblica 11 album di tutto rispetto (12 se si comprende anche il live "Banana Republic" con Dalla). Poi comincia la stagione del raccolto. Dall'87, anno in cui esce il primo "greatest hits" ("La nostra storia"), a oggi (ci contiamo anche la "tripla antologia" in uscita a giorni), ci sono più live e più raccolte che album nuovi. Parecchie di più. Fra live e raccolte siamo a 12: 1987, La nostra storia, raccolta; 1990: Musica leggera, live; Niente da capire, live; Catcher in the Sky, live; 1993, Il bandito e il campione, live; 1994, Bootleg, live; 1997, La valigia dell'attore, live; 1998, Curve nella memoria, raccolta; 2002, Fuoco amico, live; In Tour, doppio live con Pino Daniele, Fiorella Mannoia e Ron; 2003, Mix, doppio lp metà raccolta in studio e metà live; 2006, Tra un manifesto e lo specchio, tripla raccolta. In mezzo a questo rimettere insieme i pezzi, gli album nuovi sono pochi e non tutti memorabili: 1989, Mira Mare 19.4.89; 1992, Canzoni d'amore; 1996, Prendere e lasciare; 2001, Amore nel pomeriggio; 2002, Il fischio del vapore, che comunque è un lavoro di raccolta (ma va?) di canzoni popolari riarrangiate da De Gregori ed eseguite in duo con Giovanna Marini. Grande vena creativa negli ultimi tempi: 2005, Pezzi; 2006, Calypsos. In effetti per trovare due album nuovi consecutivi, cioè non intervallati da raccolte, bisogna risalire la discografia di De Gregori fino ai lontani Scacchi e tarocchi (1985) e Terra di nessuno (1987). Per trovare due album nuovi in due anni consecutivi bisogna andare ancora più indietro: Titanic (1982) e La donna cannone (1983). Ora De Gregori avrà pensato che ci stava abituando male: ecco infatti, dopo due album nuovi a distanza di 11 mesi uno dall'altro,  una "tripla antologia" (53 canzoni) di cui, francamente, non sentivamo l'urgenza. Sì, perché De Gregori, con rispetto parlando, non è i Beatles e neanche Freddy Mercury, e ora comincia proprio a fare la cacca fuori dal vasetto. Potrebbe anche finire qui, ma siccome su Onda Rock  ho letto la seguente dichiarazione di De Gregori:

"Springsteen ha un suono molto più educato, è un bravo ragazzo. Io musicalmente sono più sporco. Springsteen è un furbacchione del rock, si sente che lui lavora in uno studio [...] Springsteen ha buona volontà, ha studiato, ma la cosa finisce lì"

allora ho provato a fare un rapido calcolo per vedere chi è il furbacchione. Se si va a vedere la produzione discografica di De Gregori (tralasciando i live realizzati insieme ad altri artisti), il nostro ha inciso 390 canzoni. Di queste 165 sono inediti e 225 sono canzoni raccolte nei vari "greatest hits". Eh? Questo vuol dire, tanto per dirne una, che chi ha a casa tutti i dischi di De Gregori si ritrova diverse canzoni ripetute 3 o 4 volte nelle diverse raccolte. Io per esempio ho due raccolte di De Gregori: La nostra storia (1987) e Il bandito e il campione (1993). La nostra storia contiene 14 canzoni: di queste ben 7 sono anche ne Il bandito e il campione (Buonanotte fiorellino, Generale, Viva l'Italia, Rimmel, Alice, Titanic, I muscoli del capitano). D'altra parte tutte quante sono contenute nella nuova (ah! ah! ah!) tripla raccolta. Se Springsteen è un furbacchione tu sei uno che non ha più niente da dire da un bel pezzo. Ritirati, stronzo.

La vie en merde

di Lucyb (20/10/2006 - 16:47)

Dire che ieri è stata una giornata merdosa è usare un eufemismo (e i miei gatti non c’entrano). Alle 20:00 del nefasto giovedì prima lezione del corso di cucina casalinga 2. Il caso ha voluto pioggia  a Firenze e tutti quelli che ci hanno abitato almeno un mese sanno che con la pioggia si blocca tutto. Tutti i miei calcoli, misure e contromisure perché nulla andasse storto sono stati vani. Fottutissimi tassisti fiorentini vi odio. Che il decreto Bersani vi si ritorca contro alla facciaccia vostra. Non trovare un taxi in un’ora di orologio, componendo 4 diversi numeri di telefono, 3 dei quali perennemente occupati e l’ultimo con la musichetta di “Loosing my religion” in loop mi sembra una presa per il culo troppo grossa.  Alle 8 e 10 arrivare con mezz’ora di ritardo dall’altra parte di Firenze era una chimera. Per la cronaca salto la lezione e mi fo un brodino tanto per rimarcare lo scoramento. Ma che ieri  la giornata fosse a tal punto merdosa lo scopro solo oggi. Convinta che stasera ci sarebbe stata la proiezione del film restaurato e introvabile “Lo straniero” Di Visconti (che neppure Ghezzi lo ha mai dato per una questione di diritti che non ricordo) scopro con avvilimento che il film lo hanno dato ieri. Esco un attimo, vado a suicidarmi. Magari mi butto sotto un taxi.

Allegria (fenomenologia di Mike Bongiorno)

di Lucyb (20/10/2006 - 12:33)

Grande pagina di tv ieri sera su Rete4. Ospite d'onore del quiz di Mike è Giovanni Galli, ex portiere del Milan, della Fiorentina e della nazionale, che prima partecipa come concorrente alla trasmissione per poi parlare, in chiusura, delle iniziative benefiche promosse dalla fondazione Niccolò Galli, da lui fondata. Niccolò era il figlio di Giovanni Galli, morto a 17 anni in un incidente di motorino nel 2001. Dopo la scomparsa del figlio, l'ex calciatore dà vita a una fondazione benefica che, grazie alla diffusione dello sport, possa aiutare i ragazzi più bisognosi. Ma veniamo al Nostro. Finito il duello a suon di quiz (dal quale Galli esce sconfitto ma con onore), Mike premia prima il vincitore e subito dopo anche l'ex calciatore, introducendo così il tema della fondazione. E nel giro di un minuto ci regala, una dietro l'altra, tre o quattro perle delle sue:

1) Galli, già visibilmente commosso, ricorda l'incidente di motorino e la morte del figlio. Mike: "Caro Giovanni, ti devo dire che io a mio figlio il motorino non gliel'ho voluto comprare".

2) Galli, sempre pià provato, illustra lo scopo della Fondazione. Mike: "Ehhh, questi ragazzi... Ogni sera, tornando a casa, ne trovo almeno uno per terra. Ma cos'hanno questi ragazzi? Sono distratti! Eh?"

3) Galli sull'orlo delle lacrime. Mike: "Scusa, Giovanni, se ti abbiamo costretto a ricordare questo evento drammatico. Ma io vi do appuntamento a giovedì prossimo alle 20, anzi no: alle 21, sempre su Rete4, la rete dell'allegria".

La manica del cappotto

di Lucyb (19/10/2006 - 15:50)

Ha ragione Prodi: i conti si fanno dopo 5 anni. Ma se nel frattempo non si tolgono le televisioni all'opposizione, in cinque anni ci fanno un bucio di culo come una manica di cappotto, dopodiché alle prossime elezioni il centrosinistra prende una bastonata di quelle memorabili, come piace a noi. Il nodo cruciale è sempre quello: la televisione. Ci vuole tanto a capirlo? Sì, ci vuole tanto. E' chiaro che riportare i conti pubblici sotto controllo non può essere un'operazione soft. La gente si incazza di suo. Ma l'informazione televisiva gioca un ruolo enorme. Tanto più ora che il bersaglio da colpire è al governo: difendere è difficile, attaccare è facile (soprattutto attaccare un governo che ti mette le mani in tasca). Capisco la sorpresa dei nostri leader di fronte al sondaggio shock che delinea un clamoroso calo di consensi per Prodi e i suoi boys. Capisco la sorpresa perché è gente che vive fuori dal mondo: le persone normali non sono affatto sorprese. Loro sì. Chi se lo sarebbe mai immaginato? A sinistra nessuno, questo è chiaro. I vari Vespa, Mentana, Fede, Belpietro, Mimun & co., invece, forse ci avevano fatto un pensierino. Io comincio a perdere le speranze. La gente normale (quelle strane creature chiamate persone che poi, sia detto fra parentesi, vanno a votare) non legge le finanziarie. Non legge neanche i quotidiani che parlano di finanziarie. Non legge gli atti parlamentari. Non discute di finanza pubblica in transatlantico con ministri e sottosegretari. La gente normale guarda la televisione.  Se non si interviene subito saranno cinque anni di stillicidio (ammesso che si duri 5 anni). Ma è chiaro che non si interverrà. Il danno è stato fatto quando si è consentito a Berlusconi (seppure ineleggibile in base a una legge dello Stato italiano in quanto titolare di concessione pubblica) di creare un partito suo e candidarsi senza fargli rinunciare alle tv. Rinunciare alle tv vuol dire darle ai figli? Io non me ne intendo: fate voi. Ingenuamente penserei che se in altri paesi (in tutti gli altri paesi) una roba così non si può fare, un motivo ci sarà (il motivo è che non vogliono fare la fine dell'Italia). Cerco solo di farmi coraggio ripetendomi che, se l'hanno capito tutti, prima o poi ci arriveremo anche noi. In fondo c'è tempo: sono solo 13 anni che i servi del padrone manipolano l'informazione in modo vergognoso. Un po' di pazienza. Intanto comincia a fare freddino e fra un po' è tempo di tirar fuori il cappotto dall'armadio...

Il Diavolo tentatore (veste Prada)

di Lucyb (17/10/2006 - 18:36)

Sono tre settimane che dico di voler andare a vedere “The Black Dahlia” di De Palma ma si vede non sono riuscita a convincermi abbastanza. Domenica infatti al cinema ci sono andata, ma per tutt'altro film. Ora bisogna premettere che con il marchese ho imparato a non aver grandi pretese (non è che parlo come mia nonna ho solo fatto la rima); con la lacrima facile è meglio piegare sulle commediole ollivudiane e non è detto che pure quelle non ti facciano fare i piantini. Insomma io prima di piangere in pubblico preferirei andare a farmi corteggiare da quei decerebrati della De Filippi... mmmmm... Ma chi voglio prendere per il culo? De palma lo volevo vedere sì, ma dopo l'uscita de “Il Diavolo veste Prada” la curiosità mi ha lacerato. Insomma con un po' di vergogna ho deciso di farmi tentare da sto Diavolo modaiolo. Ore 8 e 25 sbaglio cinema (un classico di Lucyblade mestruata); destino vuole che diano “A est di Bucarest” un bellissimo nonché impegnatissimo film che è stato pure premiato a Cannes. Cerco di svegliare la Lucyblade intellettuale, ma ahimé stava dormendo della bella (e mi sa che ne avrà ancora per un po'). Il destino ha continuato a indicarmi la buona strada, ma io scandalosamente non ho risposto al richiamo. Con il rischio di entrare a spettacolo iniziato (cosa che in condizioni normali non transigo) me ne fotto del destino. Come se non bastasse infrango anche la regola numero due: non gozzovigliare durante la visione del film. E che cazzo! Lucyblade senza ritegno! Ma parliamo del film. La storia è molto banale, dopo due minuti sai già cosa succederà nelle due ore successive, il che ti fa pensare: 1) quanto so' intelligente 2) Anche io potrei fare un film! I personaggi stereotipati sono quelli classici del film sul mondo (spietato tanto per cambiare) dell'alta moda: la donna in carriera crudele e arrivista, la brava ragazza mal vestita un po' ingenua e idealista, la checca che diventa amico e consulente dell'immagine in pieno stile pretty woman, il principe azzurro poveraccio, innamorato e manco tanto bello. Troppo bella invece la protagonista, troppo somigliante a Liv Tyler, troppo a suo agio nei panni della fighettina una volta smessi quelli della collegiale. Meryl Streep invece è sublime nel suo ruolo di acida attempata, le viene proprio bene. La sceneggiatura è quello che fa rivalutare tutto il film. Su alcune perle mi son fatta delle gran risate. Al botteghino farà un sacco di soldi di sicuro.

Ci scusiamo per l'interruzione

di Lucyb (16/10/2006 - 15:38)

Gillo Pontecorvo è morto. Già da diversi giorni. Io apprendo la notizia solo ora leggendo un blog di cinema, manco fossi stata sull'isola dei famosi fino a ieri. Sta cosa mi sembra gravissima. Va bene, io la tv la guardo pochissimo ma possibile che una notizia del genere mi sia scivolata così? Né un servizio, né uno speciale... tutto ciò mi fa venire in mente la morte di un altro grande regista scomodo e poco televisivo: Marco Ferreri. Mi ricordo ancora le due parole due sprecate dalla giornalista che negli ultimi 10 secondi del telegiornale aveva fretta di mandare le previsioni del tempo. Intanto era morto Ferreri. Non sono cose da tg prendiamone atto. Io però Pontecorvo me lo ricordo bene. Quando lo vedevo a Venezia alla mostra del Cinema confuso tra la gente, a sedere a quel caffé vicino al Casinò come fosse uno qualunque, lui che invece era quello della “Battaglia di Algeri” e di “Queimada” due grandi film sulla rivoluzione e sulla guerriglia. E ora è proprio il caso di dirlo alla faccia dei luoghi comuni: so sempre i meglio che se ne vanno. Zeffirelli è sempre vvo. C'è rimasto Citto (Maselli), la Cavani, i fratelli Taviani, Gregoretti e Antonioni seppur in condizioni pessime. Non la volevo titare a nessuno eh!

Conversazione su Skype

di Lucyb (12/10/2006 - 18:21)

Tizio: mi fermo alla coop vicino alle tue parti

Lucyblade: ah bravo prendimi il pane già che ci sei

Lucyblade: e il cibo per i gatti

Tizio: se devi comprare un happy hippo fermati anche tu e balliamo felici nella gioia infinita dei soci

Tizio: ma facciamo presto perché abbiamo il salvatempo

Lucyblade: sì quell'aggeggio infernale che mi fa fare sempre delle figure di merda allucinanti... non che sia una ladra ma mi dimentico sempre qualcosa

Tizio: :O

Tizio: io una volta dimenticai una salsa di noci

Tizio: mi è capitata solo quella

Tizio: dopo una ti ricordi

Tizio: a meno che tu sia bionda, naturalmente

Lucyblade: posterò questa conversazione!

Lucyblade: quella della danza m'è garbata proprio

Tizio: la completo? non mi garba

Lucyblade: vai

Tizio: se devi comprare un happy hippo fermati anche tu e balliamo felici nella gioia infinita dei fedelissimi soci delle cooperative rosse

Tizio: suona meglio?

Lucyblade: no

Tizio: buona la prima

Tizio: stacco

Lucyblade:(hi)

Realcattolik

di Lucyb (11/10/2006 - 18:48)

Notizia di oggi: il papa si è già mosso per far tornare la messa in latino. A me personalmente la cosa non cambia la vita visto che in chiesa non ci metto piede. Ma per tutti i cristiani è un grande ritorno! Dopo il ritorno d'Ulisse in patria, dopo il ritono dello Jedi e quello di Luca Carboni il ritorno della messa in latino (e in culo)! Eh sì, mancava tanto a tutti la messa in latino! La papa natzinger (la papa non è errore di digitazione) è così solidale con i cattolici e sensibile alle loro esigenze! Ma soprattuto ha i piedi per terra, un realista insomma. A quando la reintroduzione del tribunale dell'inquisizione? E perché no l'indice dei libri proibiti? Già che ci siamo si potrebbero proporre il digiuno (vero) in quaresima e le pene corporali per espiare i propri peccati dopo la confessione. Siamo alla frutta, anzi no all'amaro. C'è da dire che occupandosi di tali stronzate non ha tempo per dedicarsi a questioni più importanti, il che è un guadagno non indifferente per l'umanità. A ripensarci la decisione di Natzinger è più acuta di quello che credessi. Con la messa in latino chi ci capisce più niente? Non avesse a succedere che qualcuno rinsavisse e cominciasse a riflettere sulle contraddizioni del cristianesimo! Pensierini a memoria e cervello in ferie. Ecco la nuova filosofia cattolica!

Eventi rari

di Lucyb (09/10/2006 - 18:05)

Stasera alle ore 19 si manifesterà un evento di rarità pari a quella del passaggio della cometa di Halley, di Moira Orfei che si strucca, di D'alema che dice una cosa di sinistra, di De Michelis che si lava i capelli: Lucyblade va dal parrucchiere (nella fattispecie Cino coiffeur dlin dlon questo è un avviso pubblicitario dlin dlon ovvero Hairforce di via Ghibellina, se gli dite che vi mando io può darsi che vi faccia lo sconto!)

E quando arriva lo sciopero scioperar...

di Lucyb (09/10/2006 - 11:33)

Ma voi vi siete accorti che c'è stato lo sciopero dei giornalisti? Io mica tanto! Fra un tg che va in onda in forma ridotta e uno "normale", con venti minuti di meteo, moda, gossip e ricette di cucina, non ci vedo tanta differenza. Le home page dei quotidiani on-line inchiodate per 48 ore sono addirittura tranquillizzanti. La partita dell'Italia senza commento mi piace da morire. Insomma: l'impressione è che nel nostro Paese ormai i giornalisti siano in sciopero da anni. Per me lo sciopero poteva continuare a oltranza. L'informazione in Italia non esiste. Se stasera al posto del Tg1 o del Tg5 andasse in onda un blob d'annata non se ne accorgerebbe nessuno. Finché a capo delle redazioni ci saranno i Rossella e i Mimun non cambierà mai niente. Se un giorno saranno sostituiti con persone degne di questo nome, piano piano comincerà a cambiare qualcosa, ma ci vorranno anni. L'abitudine a non fare domande (non dico la seconda, ma almeno la prima!...), la connivenza con gli uffici stampa, la consuetudine delle veline, dei pastoni alla Pionati dove parlano tutti e nessuno dice niente, la convenienza di seguire il vento che tira, sono atteggiamenti che entrano nel profondo delle persone e le cambiano per sempre. Fare la guerra ai mulini a vento non paga. I martiri non vanno di moda. Una generazione di giornalisti (forse due) è compromessa per sempre. Forse la prossima si può ancora salvare, se si interviene con serietà regolamentando un settore che da troppi anni è stato abbandonato alla logica della lottizzazione prima e poi alla berlusconizzazione selvaggia.Una legge antitrust seria, magari ripresa pari pari da un paese occidentale scelto a caso, di certo non risolverà magicamente la situazione: le vecchie abitudini sono dure a morire e le scelte coraggiose, specie all'inizio, non pagano. Potrebbe però gettare le basi per un risanamento i cui frutti si potrebbero cominciare a vedere forse fra dieci-quindici anni. Ma ci credo poco. Nel centrosinistra qualcuno non ha ancora capito l'importanza della questione, mentre qualcun altro fa finta di non aver capito, forse perché ritiene che il conflitto di interesse costituisca per Berlusconi un motivo di imbarazzo e quindi una merce di scambio più che preziosa, specie con i numeri del Senato. Intanto la democrazia aspetta paziente che finisca lo sciopero.

Il tempo dei cioè

di Lucyb (05/10/2006 - 16:46)

Ieri conversando con alcuni colleghi molto simpatici rimembravo i tempi del mio trash pre-adolescenziale: erano i tempi di “Cioè”, quel giornaletto che rappresenta in pieno l'intercalare dei gggiovani (tamarri). Ora bisogna premettere che il target di questo settimanale sono (o almeno erano ai miei tempi) le 14/15enni. Io Io compravo alle scuole elementari e medie e forse questa cosa ha spezzato i tipici equilibri psichici di una innocente bambina di educazione cattolica. In realtà “Cioè” fu uno dei miei primi approcci musicali insieme a “Mattissimo” e altra roba di cui non ricordo più il nome. Compravo sti giornaletti perché vedevo i miei cantanti preferiti sulle loro copertine; a ripensarci avevano una grafica veramente oscena che a confronto i cartelloni del circo son sobri. Eppure noi bimbette con la nostra ignoranza e il nostro gusto