Eventi rari
Stasera alle ore 19 si manifesterà un evento di rarità pari a quella del passaggio della cometa di Halley, di Moira Orfei che si strucca, di D'alema che dice una cosa di sinistra, di De Michelis che si lava i capelli: Lucyblade va dal parrucchiere (nella fattispecie Cino coiffeur dlin dlon questo è un avviso pubblicitario dlin dlon ovvero Hairforce di via Ghibellina, se gli dite che vi mando io può darsi che vi faccia lo sconto!)
E quando arriva lo sciopero scioperar...
Ma voi vi siete accorti che c'è stato lo sciopero dei giornalisti? Io mica tanto! Fra un tg che va in onda in forma ridotta e uno "normale", con venti minuti di meteo, moda, gossip e ricette di cucina, non ci vedo tanta differenza. Le home page dei quotidiani on-line inchiodate per 48 ore sono addirittura tranquillizzanti. La partita dell'Italia senza commento mi piace da morire. Insomma: l'impressione è che nel nostro Paese ormai i giornalisti siano in sciopero da anni. Per me lo sciopero poteva continuare a oltranza. L'informazione in Italia non esiste. Se stasera al posto del Tg1 o del Tg5 andasse in onda un blob d'annata non se ne accorgerebbe nessuno. Finché a capo delle redazioni ci saranno i Rossella e i Mimun non cambierà mai niente. Se un giorno saranno sostituiti con persone degne di questo nome, piano piano comincerà a cambiare qualcosa, ma ci vorranno anni. L'abitudine a non fare domande (non dico la seconda, ma almeno la prima!...), la connivenza con gli uffici stampa, la consuetudine delle veline, dei pastoni alla Pionati dove parlano tutti e nessuno dice niente, la convenienza di seguire il vento che tira, sono atteggiamenti che entrano nel profondo delle persone e le cambiano per sempre. Fare la guerra ai mulini a vento non paga. I martiri non vanno di moda. Una generazione di giornalisti (forse due) è compromessa per sempre. Forse la prossima si può ancora salvare, se si interviene con serietà regolamentando un settore che da troppi anni è stato abbandonato alla logica della lottizzazione prima e poi alla berlusconizzazione selvaggia.Una legge antitrust seria, magari ripresa pari pari da un paese occidentale scelto a caso, di certo non risolverà magicamente la situazione: le vecchie abitudini sono dure a morire e le scelte coraggiose, specie all'inizio, non pagano. Potrebbe però gettare le basi per un risanamento i cui frutti si potrebbero cominciare a vedere forse fra dieci-quindici anni. Ma ci credo poco. Nel centrosinistra qualcuno non ha ancora capito l'importanza della questione, mentre qualcun altro fa finta di non aver capito, forse perché ritiene che il conflitto di interesse costituisca per Berlusconi un motivo di imbarazzo e quindi una merce di scambio più che preziosa, specie con i numeri del Senato. Intanto la democrazia aspetta paziente che finisca lo sciopero.





Ultimi commenti
@*dtcomment*@@*titolopost*@
@*nome*@