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Categorie cinema

Questo blog è in lutto cinematografico

di Lucyb (24/11/2006 - 10:35)

Lost in Translation

di Lucyb (27/10/2006 - 16:53)

Stasera riflettevo sulle cazzate che i distributori italiani hanno fatto con le traduzioni dei Film di Truffaut. Cominciamo dal fantastico titolo I 400 colpi: chi non ha mai sentito parlare di Nouvelle Vague potrebbe pensare ad un film porno. Già, perché in francese Le 400 coups è una locuzione che significa “farle di tutti i colori”. Certo a farle di cotte e di crude potrebbe essere anche un’aitante donnina a gambe aperte, ma non è il caso del piccolo protagonista del film credetemi. Ma passiamo al peggio, Domicile Conjugal viene storpiato in Non drammatizziamo, è solo una questione di corna! Questo è incommentabile davvero. Ma siccome al peggio non v’è mai fine ecco che Une belle fille comme moi diventa Mica scema la ragazza. Non sarà il miglior film di Truffaut, ma nemmeno il sequel di Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda. L’unica spiegazione che riesco a darmi è che l’abbiano tradotto senza vederlo. Ma Truffaut non è l’unico regista umiliato dalle traduzioni dello stivale. I titoli italiani dei film di Orson Welles sono emblematici! Citizen Kane diventa Quarto potere, come se fosse un film sul potere dei media, che invece è un aspetto marginalissimo; in italiano sembra un film sul giornalismo (il quarto potere), ma in realtà il giornalismo non c’entra un cazzo. Non solo, la parola misteriosa di Quarto potere, pronunciata da Kane prima di morire, Rosebud (bocciolo di rosa) diventa Rosabella. Ma Rosabella non è la mucca di topolino? Ah no quella è Clarabella, vabbé il discorso non cambia molto. Touch of evil in italiano è L'infernale Quinlan che sembra il titolo di un cartone animato. Anche Hitchcock non ne è uscito indenne. Prendiamo ad esempio Vertigo, sentite come è pieno, altisonante ed evocativo. In italiano lo hanno tradotto La donna che visse due volte. Ma con che coraggio? Cioè non si sta parlando di traduzioni del cazzo di film del cazzo (che pure ce ne sono) ma dei più bei film della storia del cinema. E me ne vengono in mente altri: All about Eve con Bette Davis diventa Eva contro Eva. In questo modo si perde la citazione di Almodovar, che dedica il film Tutto su mia madre proprio a Bette Davis. Per non parlare di Buster Keaton. I suoi film venivano tradotti tutti con Io e .., tipo Io e la vacca, Io e l’amore ecc, ma in originale non si intitolavano mica così! Questi film hanno poi inaugurato un vero e proprio filone. Io e Annie di Woody Allen è in originale Annie Hall (nome e cognome). Così se ne snatura completamente il senso. E avete mai sentito come hanno doppiato Mean Streets di Scorsese? C'è de Niro che sembra un personaggio da operetta, che parla mezzo italiano e mezzo americano maccheronico. Sembra uno scherzo. In questo modo si butta in farsa, si traduce così a cazzo, assecondando quello che qualcuno ritiene essere la pigrizia mentale del pubblico, oppure per un gusto diverso che non è più quello dell'autore, solo perché a qualcuno sembra che in italiano certe parole suonino male. É secondo me il caso di The silence of the lambs, in italiano Il silenzio degli innocenti, ma che alla lettera sarebbe Il silenzio degli agnelli, da cui Greggio fa la parodia Il silenzio dei prosciutti(hams). Anche qui la citazione si perde (in questo caso però non se ne sente la mancanza). Di questo passo si arriverà prima o poi ai livelli dei titoli da film porno veramente: Eiaculazione da Tiffany, Tutti su mia madre, Il glande freddo, Biancaneve sotto i nani, La caricano in 101, A volte ritrombano, Ben Dhur, A quel culo piace caldo, Banana meccanica, I soliti colpetti, Il senso di Smilla per la fava. Per chi ne volesse leggere altri http://www.girodivite.it/Porno-all-italiana.html

Il Diavolo tentatore (veste Prada)

di Lucyb (17/10/2006 - 18:36)

Sono tre settimane che dico di voler andare a vedere “The Black Dahlia” di De Palma ma si vede non sono riuscita a convincermi abbastanza. Domenica infatti al cinema ci sono andata, ma per tutt'altro film. Ora bisogna premettere che con il marchese ho imparato a non aver grandi pretese (non è che parlo come mia nonna ho solo fatto la rima); con la lacrima facile è meglio piegare sulle commediole ollivudiane e non è detto che pure quelle non ti facciano fare i piantini. Insomma io prima di piangere in pubblico preferirei andare a farmi corteggiare da quei decerebrati della De Filippi... mmmmm... Ma chi voglio prendere per il culo? De palma lo volevo vedere sì, ma dopo l'uscita de “Il Diavolo veste Prada” la curiosità mi ha lacerato. Insomma con un po' di vergogna ho deciso di farmi tentare da sto Diavolo modaiolo. Ore 8 e 25 sbaglio cinema (un classico di Lucyblade mestruata); destino vuole che diano “A est di Bucarest” un bellissimo nonché impegnatissimo film che è stato pure premiato a Cannes. Cerco di svegliare la Lucyblade intellettuale, ma ahimé stava dormendo della bella (e mi sa che ne avrà ancora per un po'). Il destino ha continuato a indicarmi la buona strada, ma io scandalosamente non ho risposto al richiamo. Con il rischio di entrare a spettacolo iniziato (cosa che in condizioni normali non transigo) me ne fotto del destino. Come se non bastasse infrango anche la regola numero due: non gozzovigliare durante la visione del film. E che cazzo! Lucyblade senza ritegno! Ma parliamo del film. La storia è molto banale, dopo due minuti sai già cosa succederà nelle due ore successive, il che ti fa pensare: 1) quanto so' intelligente 2) Anche io potrei fare un film! I personaggi stereotipati sono quelli classici del film sul mondo (spietato tanto per cambiare) dell'alta moda: la donna in carriera crudele e arrivista, la brava ragazza mal vestita un po' ingenua e idealista, la checca che diventa amico e consulente dell'immagine in pieno stile pretty woman, il principe azzurro poveraccio, innamorato e manco tanto bello. Troppo bella invece la protagonista, troppo somigliante a Liv Tyler, troppo a suo agio nei panni della fighettina una volta smessi quelli della collegiale. Meryl Streep invece è sublime nel suo ruolo di acida attempata, le viene proprio bene. La sceneggiatura è quello che fa rivalutare tutto il film. Su alcune perle mi son fatta delle gran risate. Al botteghino farà un sacco di soldi di sicuro.

Ci scusiamo per l'interruzione

di Lucyb (16/10/2006 - 15:38)

Gillo Pontecorvo è morto. Già da diversi giorni. Io apprendo la notizia solo ora leggendo un blog di cinema, manco fossi stata sull'isola dei famosi fino a ieri. Sta cosa mi sembra gravissima. Va bene, io la tv la guardo pochissimo ma possibile che una notizia del genere mi sia scivolata così? Né un servizio, né uno speciale... tutto ciò mi fa venire in mente la morte di un altro grande regista scomodo e poco televisivo: Marco Ferreri. Mi ricordo ancora le due parole due sprecate dalla giornalista che negli ultimi 10 secondi del telegiornale aveva fretta di mandare le previsioni del tempo. Intanto era morto Ferreri. Non sono cose da tg prendiamone atto. Io però Pontecorvo me lo ricordo bene. Quando lo vedevo a Venezia alla mostra del Cinema confuso tra la gente, a sedere a quel caffé vicino al Casinò come fosse uno qualunque, lui che invece era quello della “Battaglia di Algeri” e di “Queimada” due grandi film sulla rivoluzione e sulla guerriglia. E ora è proprio il caso di dirlo alla faccia dei luoghi comuni: so sempre i meglio che se ne vanno. Zeffirelli è sempre vvo. C'è rimasto Citto (Maselli), la Cavani, i fratelli Taviani, Gregoretti e Antonioni seppur in condizioni pessime. Non la volevo titare a nessuno eh!

Com'è triste (non andare a) Venezia

di Lucyb (04/09/2006 - 16:24)

Mostra del cinema non mi avrai (quest'anno). Niente pernottamenti in località amene dell'interland veneziano, niente levatacce per lo spettacolo mattutino, niente scarpinate di km 2 per arrivare non al lido ma all'imbarco dei traghetti per il lido (tempo di percorrenza minuti 40) . Nessun passaggio al metal detector, nessuna fila (un'ora in media) tra ostinati cinefili ed elucubrazioni filmiche spesso insopportabili e alla fine può capitare che neanche ti facciano entrare. Niente cibo rivoltante a prezzi monopolistici, né entrate furtive (alla faccia degli scimmioni all'ingresso) all'Excelsior per usare spudoramtamente i lussuosissimi cessi. Non vedrò Citto Maselli, Ghezzi e Ippoliti e neppure attori a a caso. Ma soprattutto non vedrò i film e questa è la cosa veramente triste.

Poggio Reale

di Lucyb (19/06/2006 - 11:59)

Sulla vicenda di Vittorio Puttaniere di Savoia mi viene solo in mente una battuta di Pulp Fiction

 

Butch  - E adesso?
Marsellus - Ora ti dico adesso cosa...chiamerò qualche scagnozzo strafatto di crack per fare qualche lavoretto in questo cesso con un paio di pinze e una buona saldatrice...hai sentito quello che ho detto pezzo di merda? con te non ho finito neanche per il cazzo, ho una cura medievale per il tuo culo.

L'Eclisse

di Lucyb (29/03/2006 - 17:11)

Dicono ci sia stata un'eclisse oggi. Non l'ho notato. Però mi riguarderei volentieri il film di Antonioni

Se non stasera domani

di Lucyb (24/03/2006 - 14:59)

"Mio fratello è figlio unico
perché non ha mai trovato il coraggio
di operarsi al fegato
e non ha mai pagato per fare l'amore
e non ha mai vinto un premio aziendale
e non ha mai viaggiato in seconda classe
sul rapido Taranto - Ancona
e non ha mai criticato un film
senza  prima vederlo"
 

 

Rino Gaetano

questo è per Lorenzo

Se non stasera domani,  se non domani domenica, per forza.


Un completo color arancia (meccanica)

di Lucyb (24/01/2006 - 10:51)

Mi faceva notare il mio collega preferito che stamani mi sono vestita da Arancia Meccanica. No, non il classico bianco di Alex, ma un completo in lana color mattone molto anni '70 che indossava Adrienne Corri nella scena dello stupro. Ok non faccio una bella fine nel film ma la cosa mi esalta comunque: oggi mi sento in un film!

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