Ciao sono Lucyb
Vedi il mio profilo


Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us

Voglia di bestemmiare (negro, ebreo, comunista e frocio)

di Lucyb (18/07/2006 - 15:05)

La Corte di Cassazione ha stabilito (leggi l'articolo) che dare del "frocio" a qualcuno è reato, in quanto "l'uso del termine indica senza dubbio un intento ingiurioso". Ma dai! La Corte ha così annullato una sentenza del giudice di pace di Teramo con la quale era stato assolto un uomo sulla base del fatto che quella parola non poteva (secondo il giudice di pace, appunto) essere considerata un'offesa.

L'imputato, un quarantenne abruzzese, era stato denunciato nel maggio 2005 per aver rivolto ad un suo conoscente l'epiteto in questione (più o meno gli avrà detto: “Lo vuoi togliere o no ‘sto motorino dai coglioni, brutto frocio che non sei altro!?”). Contro la sentenza di assoluzione hanno proposto ricorso per Cassazione la parte civile e il pubblico ministero.

Anziché abbandonarmi a un'improvvisa voglia di bestemmiare, proverò a fare tre o quattro considerazioni sparse, mascherandole però sotto forma di elenco numerato, come fa Scalfari la domenica su Repubblica.

1. Sociologia della comunicazione

La notizia è notiziabile non per il suo carattere di novità: non era chiaro anche prima che dare del "frocio" a qualcuno è un reato? Semmai per il fatto che i giornali sono così legittimati - una volta tanto - ad usare un termine volgare e pruriginoso, che attira immediatamente l'occhio (e il clic) del maniaco sessuale che è in noi.

2. Giurisprudenza

Dal punto di vista giuridico la cosa mi sembra del tutto priva di interesse, se non per il fatto che si sia arrivati addirittura in Cassazione per una stronzata di questo tipo. Chissà quanto ci hanno lavorato chissà quanti dipendenti pubblici che chissà quanto guadagnano di stipendio (pagato coi soldi delle tasse che chissà chi le paga). Poi ci lamentiamo che la giustizia è lenta, mannaggia ai froci.

3. Diritti civili

«Nettamente positivo» il giudizio di Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay (“azz!”) e deputato dell'Ulivo (doppio “azz!”): «È evidente che la sentenza della Cassazione ha un ruolo importante perché assume un compito didattico di invitare al rispetto delle persone e ad evitare l'utilizzo di una terminologia insultante e razzista». Giustizia è fatta, dunque. E questo è un modo di vedere la faccenda. 

 Un altro modo di vedere la faccenda è: c'è una testa di cazzo che, per insultare un'altra testa di cazzo, non trova di meglio che dargli del "frocio". Quell'altra testa di cazzo si sente talmente offeso da questo epiteto da rivolgersi al giudice di pace. Andate a fare in culo tutti e due (tre con Grillini), magari reciprocamente.

4. Logica e sensibilità

Sublime la motivazione addotta dalla quinta sezione penale della Corte di Cassazione, secondo cui quella del giudice di pace abruzzese (che non aveva ritenuto "frocio" un insulto) era una decisione contraria «alla logica ed alla sensibilità sociale, che ravvisa nel termine “frocio” un chiaro intento di derisione e di scherno». Bella la nostra logica, bella la nostra sensibilità sociale: complimenti vivissimi!

5. Sociolinguistica

Un'altra parola che se ne va, un'altra parola che non si può più dire né pensare. Se fossi uomo e frocio, vorrei essere frocio: non certo omosessuale, neanche pederasta, né tantomeno "gay" ("trend positivo!!!"). Frocio, madonna come suona bene, come riempie la bocca: frocio! "Mamma, papà, sono frocio!!! Amici, romani, concittadini: sono frocio!!! Amore, sono frocio, non te n'eri accorta?"E invece no, frocio non si può dire più. Come negro. Anche negro non si può dire più. Una volta era una parola senza alcuna connotazione negativa, ma a forza di pronunciarla con disprezzo e di usarla a mo' di insulto siamo riusciti a rovinarla. Disprezzo e ipocrisia: prima sporchiamo per sempre le parole, poi le abbandoniamo sdegnati, rifugiandoci nelle persone di colore, negli afroamericani, negli omosessuali, nei gay...

6. Politica

In attesa dei commenti della politica che sicuramente arriveranno (tanto non c'è da fare un cazzo, no?), mi ritorna in mente (bella com'è, forse ancor di più) Alessandra Mussolini. Qualche tempo fa (marzo), forse un po' condizionata dall'ambientaccio sconveniente in cui si trovava (gli studi televisivi di "Porta a porta"), la gradevole Alex si era lasciata scappare un simpatico "Meglio fascista che frocio" rivolto a Vladimir Luxuria. Qualcuno di noi avrà forse pensato: "Ma che cazzo dice questa troia fascista di merda?" E invece no: aveva ragione lei e ora la Corte di Cassazione lo ribadisce, meglio fascista che frocio. Infatti "frocio" è un insulto, "fascista" invece no.

7. Ma se qualcuno avesse previsto tutto questo?

Come sempre non si dice mai niente di nuovo:

"Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,

io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso, io uguale, negro, ebreo, comunista!

Io frocio, io perchè canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino,

io solo qui alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino, voglia di bestemmiare!"

Francesco Guccini, "L'avvelenata" (1975)

Vota questo post


Commenta:




(Inserisci qui l'indirizzo del tuo blog o del tuo sito personale)

Scrivi le cifre che leggi nel box

(In questo modo si prevengono gli invii automatici)