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Gatti al mare... gatti al mare

di Lucyb (16/08/2006 - 15:41)

16 luglio anno del signore 2006. Fossi rimasta a vivere a Siena  - per un qualsivoglia motivo -  oggi avrei fatto festa. Palio dell’Assunta. A ben riflettere in 4 anni (e coda)  mai mangiato un panforte di quelli venduti a peso, mai visto un palio in piazza, quasi peggio dei fiorentini mai stati agli uffizi. Insomma oggi rientro dalle ferie. Partenza non intelligente 15 agosto dopo cena che si è rivelata infine acutissima. Traffico rallentato, svincoli chiusi? Macché. Code a tratti? Solo quella del felino sporgente dalla gabbietta. Già perché il quadrupede  di 8 chili che risponde al nome di Igor, ma più velocemente al rumore del croccantino che sbatte con croccantino,  quest’anno ha fatto le vacanze con noi e ci ha seguito fino a San Vincenzo dove “seguire” è verbo transitivo che indica stato confusionale provocato da barbiturici che può portare a rinchiudersi per una o più ore in luoghi chiusi e stretti. Dalle parole ai fatti : gatto lisergico stavolta drogato sul serio. Ma lo stupidello non se l’è voluto godere il viaggio (in tutti i sensi) e invece che spaparanzarsi a mo’ di vero micio gaudente e strafatto ha miagolato in modo indecente per tutto il tragitto senza risparmiarsi. In questi momenti sangue freddo è un concetto che mi è più estraneo della fissione nucleare, mi vengono in mente situazioni tragiche e fatali, tipo il micio che muore per un attacco di cuore oppure soffocato dalla bava. La mente vaga e già mi vengono le lacrime al pensiero del mio gattino morto impaurito per colpa mia e delle mie ferie marittime, una piaga che mi porterò dietro tutte la vita. E pensare che a qualcuno sono successe davvero cose simili, come quella mia amica che dette buca ad una cena-rimpatriata causa morte del proprio gatto investito tragicamente da lei stessa in garage. Un minuto di raccoglimento. Insomma il gatto è arrivato sano e salvo sia all’andata che al ritorno anche se con meno psicofarmaci in corpo rispetto a quanto prescritto dal veterinario; mezza pasticchina scarsa anziché una intera. È stata già impresa epocale portarlo dal veterinario che alla fine delle scale aveva già sfondato la gabbietta e scalpitante per il palazzo figurarsi infilargli in gola una cosa che non voleva neppure leccare ( i maliziosi si astengano, stiamo parlando del mio micetto castrato). Ci sarebbe pure lo spara pasticche mi informano, un affare tipo pistoletta che gliele tirerebbe direttamente in gola. Ma se poi mi muore soffocato?

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