La lunga estate calda
Fa caldo, fa caldo (Anto' fa caldo). Ma non è un giorno caldo qualunque. È il giorno più caldo dell’anno, almeno nella redazione di Emilio Fede. Lo era anche ieri, lo sarà anche domani. Ormai al Tg4 anche il meteo è mito: non c’è estate che non sia la più calda del secolo, né inverno che non sia da record. Il giorno più caldo dell’anno? A pensarci, considerato che l’anno inizia d’inverno e che ora siamo ad inizio estate, e dato che d’estate di solito fa più caldo che d’inverno, può darsi che in effetti oggi sia il giorno più caldo dell’anno. Dirò di più. Visto che la temperatura di solito continua ad aumentare almeno fino alla seconda metà di luglio, rischiamo di avere il giorno più caldo dell’anno ogni giorno per almeno un mese. Ma che notizia sarebbe? Si può ragionare così? Questa moda di fare un servizio di 4 minuti sul meteo, quando ogni Tg ha già una sua rubrica fissa dedicata al meteo (al Tg4 con tanto di troiona/e annessa/e), è davvero un fenomeno curioso. Nasce più o meno 10-15 anni fa. All’epoca di tangentopoli e della scesa di Berlusconi, dicono i più maligni, quando qualunque altro argomento andava bene pur di non parlare della politica e dei suoi dolori. Ma io non ci credo... Da principio assistevo al fenomeno con lo stesso atteggiamento con cui sono solita guardare il resto del Tg4: divertimento amaro, diffidenza mista a stupore. Ogni anno l’estate era più calda della precedente. Pensavo: “Chiaro, il pianeta si surriscalda, è l’effetto serra, amen”.
Poi arrivava l’inverno e ogni inverno era più freddo del precedente. Primi dialoghi fra neuroni. Primo neurone: “Ma com’è che il pianeta da un anno all’altro si scalda eppure gli inverni sono sempre più freddi?” Secondo neurone: “Cretino, si scalda d’estate e si fredda d’inverno, no? Cià ragione Fede, cià...” Primo neurone: “Ma che cazzo dici? Il pianeta o si riscalda o si raffredda, non è mica il condizionatore della macchina!” eccetera. Ma ben presto questa logica incrementale ha cominciato a non bastare più. Del resto non è l’epoca dei superlativi relativi, questa. Solo superlativi assoluti per gli "aficionados" del Tg4!, solo il meglio per l’antica e preclara "audience" del fido Fede! Cazzo, è o non è l’età neobarocca?
Dunque sono cominciate ad arrivare “le estati più calde del secolo” (sic). Ora, è chiaro che se quest’anno è l’estate più calda del secolo e poi il prossimo anno fa ancora più caldo (tanto ormai s’è capito, no?), automaticamente anche l’anno prossimo sarà l’estate più calda del secolo. Quindi se un anno mi dici che è l’estate più calda del secolo e poi l’anno dopo mi dici che fa ancora più caldo dell’anno prima, non c’è proprio alcun bisogno di ribadire che è l’estate più calda del secolo. O no? Pare che per un po’ l’obiezione abbia circolato anche nella redazione del Tg4. “E’ pleonastico”, pare abbia detto al fido Fede qualcuno fra i suoi giornalisti più coraggiosi. Ma si sa com’è fatto Emilio: non è tipo da andare a vedere nel dizionario quando non conosce il significato di una parola. Con un’occhiata gelida (la più gelida nella storia del Tg4) ha fulminato il tapino. L’obiezione è caduta nel vuoto. Nessuno ha avuto più il coraggio di dire niente e da lì la situazione è sfuggita a ogni controllo.
Adesso al Tg4 si va in ferie a marzo. Redazione a pieni ranghi tutto agosto e tutto dicembre. I servizi sul meteo sono i più ambiti, tutti se li contendono per sfidarsi all’arma bianca. Di solito si inizia dicendo: “È l’estate più calda del secolo”, un po’ per non scoprire subito tutte le carte, ma anche per rendere omaggio a una tradizione alla quale si sono ormai tutti un po’ affezionati. E poi: “Per trovare un’altra estate così calda bisogna andare indietro fino al 1788. Si legge infatti nei diari di Robespierre che già quell’anno era tutto pronto per la rivoluzione e tutti erano già stati avvisati. Poi però, a Parigi, nel luglio del 1788 la colonnina di mercurio toccò quota 49 gradi e così si decise di rimandare tutto all’anno dopo, confidando in un clima più mite”. Oppure: “È un inverno da record. L’ultimo inverno altrettanto freddo risale addirittura all’anno zero. Apprendiamo dal vangelo di Matteo che quando i re magi arrivarono a Betlemme la temperatura nella grotta era scesa a meno settanta gradi, il bue era morto congelato, l’asinello era rimasto sepolto sotto venti metri di neve e solo grazie ai pronti riflessi del buon Melchiorre, che con l’incenso crismale alimentò il fuoco della grotta, si riuscì "in extremis" a salvare Giuseppe, Maria e il bambinello da una sicura morte per ipotermia”.
Poi dice che c’è il conflitto di interessi, dice: Berlusconi deve vendere una televisione. Va bene, ma a chi? Voi ve la comprereste Rete4? Ma neanche regalata! E comunque prima o poi la mandano sul satellite. Pare che lassù faccia un freddo boia...






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