Ciao sono Lucyb
Vedi il mio profilo


Dicembre 2006

DLMMGVS
1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
31

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Tag berlusconi

La Ciro's Band al BE BOP

di Lucyb (09/12/2006 - 13:50)

Il Be Bop non è il Jazz Club e questa è una prima verità. La seconda verità è che a Firenze il Be Bop non è assolutamente il Jazz Club. Già i nomi dei rispettivi danno una grossa mano per capire le differenze. Insomma sulla musica ho le mie pretese (non sempre, è chiaro) le quali mi hanno spesso impedito serate al Be Bop. Aggiungici un posto angusto, l’arredamento raccapricciante, la birra annacquata ed ecco che Lucyblade raramente mette piede al localino di via de’ servi. Credo fosse dalla serata dei lontani cugini dei Gallagher che non andavo al Be Bop. E non ne sentivo la mancanza sono sincera. Un giorno un mio carissimo collega e amico diventa semigestore del locale e da musicista indefesso qual è si prende tutti i mercoledì del Be Bop per suonare con la sua rockband. Ed ecco che il Be Bop mi tira fuori un gruppo che la band del Jazz Club non gli lega neanche le scarpe. E se lo dice la Flavia c’è da crederle. Da ieri notte insomma  ho deciso che  il mercoledì sarà un appuntamento fisso con il Be Bop. Ma non tanto per la bella musica suonata e non tanto per i musicisti bravissimi (nessuno escluso) e nemmeno per il bassista che non so definire se non con un adolescentissimo “bbono”. E’ proprio l’atmosfera che l’animale da palco Ciro riesce a creare: un divertimento sincero nel suono e nel canto che non ti può non arrivare e che ti fa pure dimenticare che una delle persone con cui sei uscita con almeno 3 degli astanti ha intessuto trame da telenovelas come neanche le migliori Veronica Castro o Andrea del Boca.  Le trame hanno avuto forti ripercussioni sulla serata, ma la musica può tutto, e quando la musica può tutto tu stai da Dio e il sollazzo domina sul resto! La parte migliore poi sono stati gli stacchetti di Ciro tra un brano e l’altro, annunciati con una serietà  manco si apprestasse ad eseguire un requiem: “Cicale” e “Nano, nano” (la sigla di “Mork e Mindy”) suonati come fossero pezzi dei Led Zeppelin. A ripensarci “Nano, nano” sarebbe stato bello dedicarla a Berlusconi …

La scelta di B.

di Lucyb (29/11/2006 - 17:49)

[…] Hai lasciato:
piazze piene,
urne vuote,
tremori gentili,
tracce sottili,
tracce profonde
sugli zerbini
dei miei
pianerottoli[…] 
“Enver” OfflagaDiscoPax

[…] dentro l'urne confortate di pianto[…]  “I Sepolcri” Ugo Foscolo 

Spero che Berlusconi si rimetta presto dal malore che lo ha colpito a Montecatini così potrà presentarsi al processo sui diritti Mediaset che nei giorni scorsi è stato rimandato a causa del suo precario stato di salute. Sarà invece presente alla manifestazione organizzata contro la finanziaria dell’Unione. Processo no, manifestazione sì. E’ una questione di scelte evidentemente.     

La manica del cappotto

di Lucyb (19/10/2006 - 15:50)

Ha ragione Prodi: i conti si fanno dopo 5 anni. Ma se nel frattempo non si tolgono le televisioni all'opposizione, in cinque anni ci fanno un bucio di culo come una manica di cappotto, dopodiché alle prossime elezioni il centrosinistra prende una bastonata di quelle memorabili, come piace a noi. Il nodo cruciale è sempre quello: la televisione. Ci vuole tanto a capirlo? Sì, ci vuole tanto. E' chiaro che riportare i conti pubblici sotto controllo non può essere un'operazione soft. La gente si incazza di suo. Ma l'informazione televisiva gioca un ruolo enorme. Tanto più ora che il bersaglio da colpire è al governo: difendere è difficile, attaccare è facile (soprattutto attaccare un governo che ti mette le mani in tasca). Capisco la sorpresa dei nostri leader di fronte al sondaggio shock che delinea un clamoroso calo di consensi per Prodi e i suoi boys. Capisco la sorpresa perché è gente che vive fuori dal mondo: le persone normali non sono affatto sorprese. Loro sì. Chi se lo sarebbe mai immaginato? A sinistra nessuno, questo è chiaro. I vari Vespa, Mentana, Fede, Belpietro, Mimun & co., invece, forse ci avevano fatto un pensierino. Io comincio a perdere le speranze. La gente normale (quelle strane creature chiamate persone che poi, sia detto fra parentesi, vanno a votare) non legge le finanziarie. Non legge neanche i quotidiani che parlano di finanziarie. Non legge gli atti parlamentari. Non discute di finanza pubblica in transatlantico con ministri e sottosegretari. La gente normale guarda la televisione.  Se non si interviene subito saranno cinque anni di stillicidio (ammesso che si duri 5 anni). Ma è chiaro che non si interverrà. Il danno è stato fatto quando si è consentito a Berlusconi (seppure ineleggibile in base a una legge dello Stato italiano in quanto titolare di concessione pubblica) di creare un partito suo e candidarsi senza fargli rinunciare alle tv. Rinunciare alle tv vuol dire darle ai figli? Io non me ne intendo: fate voi. Ingenuamente penserei che se in altri paesi (in tutti gli altri paesi) una roba così non si può fare, un motivo ci sarà (il motivo è che non vogliono fare la fine dell'Italia). Cerco solo di farmi coraggio ripetendomi che, se l'hanno capito tutti, prima o poi ci arriveremo anche noi. In fondo c'è tempo: sono solo 13 anni che i servi del padrone manipolano l'informazione in modo vergognoso. Un po' di pazienza. Intanto comincia a fare freddino e fra un po' è tempo di tirar fuori il cappotto dall'armadio...

E quando arriva lo sciopero scioperar...

di Lucyb (09/10/2006 - 11:33)

Ma voi vi siete accorti che c'è stato lo sciopero dei giornalisti? Io mica tanto! Fra un tg che va in onda in forma ridotta e uno "normale", con venti minuti di meteo, moda, gossip e ricette di cucina, non ci vedo tanta differenza. Le home page dei quotidiani on-line inchiodate per 48 ore sono addirittura tranquillizzanti. La partita dell'Italia senza commento mi piace da morire. Insomma: l'impressione è che nel nostro Paese ormai i giornalisti siano in sciopero da anni. Per me lo sciopero poteva continuare a oltranza. L'informazione in Italia non esiste. Se stasera al posto del Tg1 o del Tg5 andasse in onda un blob d'annata non se ne accorgerebbe nessuno. Finché a capo delle redazioni ci saranno i Rossella e i Mimun non cambierà mai niente. Se un giorno saranno sostituiti con persone degne di questo nome, piano piano comincerà a cambiare qualcosa, ma ci vorranno anni. L'abitudine a non fare domande (non dico la seconda, ma almeno la prima!...), la connivenza con gli uffici stampa, la consuetudine delle veline, dei pastoni alla Pionati dove parlano tutti e nessuno dice niente, la convenienza di seguire il vento che tira, sono atteggiamenti che entrano nel profondo delle persone e le cambiano per sempre. Fare la guerra ai mulini a vento non paga. I martiri non vanno di moda. Una generazione di giornalisti (forse due) è compromessa per sempre. Forse la prossima si può ancora salvare, se si interviene con serietà regolamentando un settore che da troppi anni è stato abbandonato alla logica della lottizzazione prima e poi alla berlusconizzazione selvaggia.Una legge antitrust seria, magari ripresa pari pari da un paese occidentale scelto a caso, di certo non risolverà magicamente la situazione: le vecchie abitudini sono dure a morire e le scelte coraggiose, specie all'inizio, non pagano. Potrebbe però gettare le basi per un risanamento i cui frutti si potrebbero cominciare a vedere forse fra dieci-quindici anni. Ma ci credo poco. Nel centrosinistra qualcuno non ha ancora capito l'importanza della questione, mentre qualcun altro fa finta di non aver capito, forse perché ritiene che il conflitto di interesse costituisca per Berlusconi un motivo di imbarazzo e quindi una merce di scambio più che preziosa, specie con i numeri del Senato. Intanto la democrazia aspetta paziente che finisca lo sciopero.

A Rimini, d'estate

di Lucyb (31/08/2006 - 16:20)

Anche se son passati alcuni giorni dal meeting di Rimini di Comunione e Liberazione non posso esimermi dallo scrivere un post a riguardo. C'è troppo materiale succulento su cui farsi due risate (o piangere e disperarsi a seconda dell'uomore).

Direi di iniziare con Andreotti, il sette volte presidente del consiglio nella precedente repubblica che ha dichiarato che i PACS non passeranno mai in parlamento, perché tutti i senatori a vita voteranno contro.

Punto primo con che presunzione parla a nome di tutti i senatori a vita? Non credo abbia l'esclusiva sul voto degli altri.

Punto secondo: ma con che coraggio si permette di condannare chiunque si azzardi ad avventurarsi in qualcosa che sia fuori dal sacro vincolo matrimoniale (omosessuali per carità)? Lui, riconosciuto mafioso fino al 1980 (non dico condannato per la prescrizione) che detta leggi di moralità. Siamo nel campo della follia pura.

Punto terzo: prima o poi anche lui dovrà crepare, no? Un giorno il Signore lo chiamerà a sé, no? Se non è oggi sarà domani (Signore Iddio, mai rimandare a domani quello che puoi fare oggi...). L'unico inconveniente è quanto ci romperanno i coglioni dopo la morte. Lo faranno santo con monumenti e anniversari, come con Craxi (che dio non l'abbia in gloria).

Ma passiamo al vero protagonista: il nano malefico (e le sue dichiarazioni)

Stronzata numero uno: “L'italia agli italiani” dice Silvio. A parte l'assoluta fascistosità dell'affermazione mi viene da rispondere: “la topa ai topi” o anche “il basso varesotto ai varesotti bassi” e ancora meglio “lo schifo a Schifani”.

 Stonzata numero due “test d'ingresso agli immigrati in materia di storia italiana, geografia, costume ecc dell'italia”. Posso solo dire: fatelo a Buttiglione che è il filosofo del gruppo! Oppure direttamente a lui Berlusconi, ho già pronta una domanda di storia: “Quale grande statista italiano disse nel 1994 non mi siederò mai più allo stesso tavolo con Bossi?"

Ma ecco la chicca delle chicche. Don Giussani lo avrebbe definito (almeno a quello che sostiene il nano) “L'uomo della provvidenza”. Quest'uomo riesce sempre a stupirmi non c'è che dire. Si sente sempre più un dio anche se di miracoli per ora ho visto solo quello dei capelli che oltretutto non è attribuibile a lui ma al suo Cesareragazzi di fiducia. Tra l'altro al meeting sembra che abbia sfoggiato fiero e con piroetta l'ultimo capolavoro della chirurgia tricologica. Tra un paio d'anni riuscirà anche a farsi la coda.

Comunque Don giussani è morto e non può negare! Perché allora non dire, che ne so, che Don Giussani ha definito Lucyblade la paladina della giustizia? Tanto mica mi può smentire! Oppure che Lucyblade è la reincarnazione di madre teresa! Questa forse sarebbe anche meno credibile di quella del nano.

A questo punto come non citare un sito fantastico opera di Tommaso Labranca, un intellettuale borghese neoproletario:

Ciellin Dion

Berlusca porta merda

di Lucyb (05/07/2006 - 17:00)

Forse giocheremo la finale con la Francia. Mi ricordo gli europei, la finale con la Francia. Mi ricordo che il nano malefico attaccò Zoff (ingiustamente). Se ne uscì dicendo che era incomprensibile come Zoff non avesse messo nessuno a marcare a uomo Zidane. E Zoff si dimise. E fu Trapattoni e fu Mondiali. E fu 4 anni fa. Trapattoni che buttava l'acqua santa della sorella suora sul prato, le figure di merda, i catenacci vergognosi, Vieri che non segnava a pregarlo in aramaico, l'umiliazione dalla Corea del sud agli ottavi (la corea del Sud!), i mondiali più brutti che abbia mai visto e forse in assoluto.

Dopo la partita di ieri sera mi sto sempre più convincendo di una cosa... Berlusconi con la sua arroganza ci portava merda. Sarà un democristo , ma il mortazza ieri c'ha portato bene.


Viale del tramonto

di Lucyb (04/07/2006 - 16:46)

Il movente è politico. Ovvio, scontato, quasi banale il commento di Berlusconi alle richieste di condanna per il Milan coinvolto insieme ad altre squadre nello scandalo del calcio. È chiara infatti  - anche se sottintesa - la volontà di favorire l’Inter, facendogli vincere in tribunale quello scudetto che da anni i nerazzurri non sanno più conquistarsi sul campo. A questo punto Berlusconi mi farebbe anche pena, se non fosse che mi sta troppo sul cazzo. Sì perché ormai è rimasto intrappolato nel suo stesso personaggio, come Gloria Swanson in “Viale del tramonto”, prigioniera di una parte che non esiste più. Prevedo che non durerà. Quello del perseguitato politico non è un ruolo che si possa recitare a riflettori spenti, alla lunga viene a noia. Come il repertorio di barzellette, anche quello di smentite e reazioni sdegnate tende a invecchiare in fretta...

Fino a qualche mese fa ci saremmo aspettati qualcosa di più. Si perché gli elementi narrativi per inventarsi un complotto un po’ più sofisticato ci davvero sono tutti: il perfido Moratti noto petroliere marxista; il vendicativo Borrelli, tornato dall’aldilà a tormentare il sonno del “Macbe(th)rlusca” come il fantasma di Banco; l’Internazionale comunista (“nerazzurro un fiore in petto ci è fiorito”)... Insomma, si poteva fare di meglio. Segno che Berlusconi è agli sgoccioli e che ci attende uno strascico lungo e penoso, alla Adenauer ma con meno grinta. Chiaro – come si diceva qualche giorno fa – che morto un Berlusconi se ne fa un altro. Attualmente vedrei bene uno fra i più pulp, magari (perché no?) il buon Calderoli, che per l’appunto ha commentato le stesse richieste di condanna dichiarando: “Io voglio solo che l’Atalanta sia in serie A, del resto non me ne importa un cavolo. Io tifo Atalanta e siamo quelli che abbiamo i conti più in ordine di tutti e abbiamo anche il vivaio più vivace...”. Che ne dite? Niente male, il vivaio vivace, vero? Certo non siamo ancora ai livelli di Romolo e Remolo, ma diamogli tempo. Il ragazzo si farà...

La lunga estate calda

di Lucyb (30/06/2006 - 10:27)

Fa caldo, fa caldo (Anto' fa caldo). Ma non è un giorno caldo qualunque. È il giorno più caldo dell’anno, almeno nella redazione di Emilio Fede. Lo era anche ieri, lo sarà anche domani. Ormai al Tg4 anche il meteo è mito: non c’è estate che non sia la più calda del secolo, né inverno che non sia da record. Il giorno più caldo dell’anno? A pensarci, considerato che l’anno inizia d’inverno e che ora siamo ad inizio estate, e dato che d’estate di solito fa più caldo che d’inverno, può darsi che in effetti oggi sia il giorno più caldo dell’anno. Dirò di più. Visto che la temperatura di solito continua ad aumentare almeno fino alla seconda metà di luglio, rischiamo di avere il giorno più caldo dell’anno ogni giorno per almeno un mese. Ma che notizia sarebbe? Si può ragionare così? Questa moda di fare un servizio di 4 minuti sul meteo, quando ogni Tg ha già una sua rubrica fissa dedicata al meteo (al Tg4 con tanto di troiona/e annessa/e), è davvero un fenomeno curioso. Nasce più o meno 10-15 anni fa. All’epoca di tangentopoli e della scesa di Berlusconi, dicono i più maligni, quando qualunque altro argomento andava bene pur di non parlare della politica e dei suoi dolori. Ma io non ci credo...  Da principio assistevo al fenomeno con lo stesso atteggiamento con cui sono solita guardare il resto del Tg4: divertimento amaro, diffidenza mista a stupore. Ogni anno l’estate era più calda della precedente. Pensavo: “Chiaro, il pianeta si surriscalda, è l’effetto serra, amen”.

Poi arrivava l’inverno e ogni inverno era più freddo del precedente. Primi dialoghi fra neuroni. Primo neurone: “Ma com’è che il pianeta da un anno all’altro si scalda eppure gli inverni sono sempre più freddi?” Secondo neurone: “Cretino, si scalda d’estate e si fredda d’inverno, no? Cià ragione Fede, cià...” Primo neurone: “Ma che cazzo dici? Il pianeta o si riscalda o si raffredda, non è mica il condizionatore della macchina!” eccetera. Ma ben presto questa logica incrementale ha cominciato a non bastare più. Del resto non è l’epoca dei superlativi relativi, questa. Solo superlativi assoluti per gli "aficionados" del Tg4!, solo il meglio per l’antica e preclara "audience" del fido Fede! Cazzo, è o non è l’età neobarocca?

Dunque sono cominciate ad arrivare “le estati più calde del secolo” (sic). Ora, è chiaro che se quest’anno è l’estate più calda del secolo e poi il prossimo anno fa ancora più caldo (tanto ormai s’è capito, no?), automaticamente anche l’anno prossimo sarà l’estate più calda del secolo. Quindi se un anno mi dici che è l’estate più calda del secolo e poi l’anno dopo mi dici che fa ancora più caldo dell’anno prima, non c’è proprio alcun bisogno di ribadire che è l’estate più calda del secolo. O no? Pare che per un po’ l’obiezione abbia circolato anche nella redazione del Tg4. “E’ pleonastico”, pare abbia detto al fido Fede qualcuno fra i suoi giornalisti più coraggiosi. Ma si sa com’è fatto Emilio: non è tipo da andare a vedere nel dizionario quando non conosce il significato di una parola. Con un’occhiata gelida (la più gelida nella storia del Tg4) ha fulminato il tapino. L’obiezione è caduta nel vuoto. Nessuno ha avuto più il coraggio di dire niente e da lì la situazione è sfuggita a ogni controllo.

Adesso al Tg4 si va in ferie a marzo. Redazione a pieni ranghi tutto agosto e tutto dicembre. I servizi sul meteo sono i più ambiti, tutti se li contendono per sfidarsi all’arma bianca. Di solito si inizia dicendo: “È l’estate più calda del secolo”, un po’ per non scoprire subito tutte le carte, ma anche per rendere omaggio a una tradizione alla quale si sono ormai tutti un po’ affezionati. E poi: “Per trovare un’altra estate così calda bisogna andare indietro fino al 1788. Si legge infatti nei diari di Robespierre che già quell’anno era tutto pronto per la rivoluzione e tutti erano già stati avvisati. Poi però, a Parigi, nel luglio del 1788 la colonnina di mercurio toccò quota 49 gradi e così si decise di rimandare tutto all’anno dopo, confidando in un clima più mite”. Oppure: “È un inverno da record. L’ultimo inverno altrettanto freddo risale addirittura all’anno zero. Apprendiamo dal vangelo di Matteo che quando i re magi arrivarono a Betlemme la temperatura nella grotta era scesa a meno settanta gradi, il bue era morto congelato, l’asinello era rimasto sepolto sotto venti metri di neve e solo grazie ai pronti riflessi del buon Melchiorre, che con l’incenso crismale alimentò il fuoco della grotta, si riuscì "in extremis" a salvare Giuseppe, Maria e il bambinello da una sicura morte per ipotermia”.

Poi dice che c’è il conflitto di interessi, dice: Berlusconi deve vendere una televisione. Va bene, ma a chi? Voi ve la comprereste Rete4? Ma neanche regalata! E comunque prima o poi la mandano sul satellite. Pare che lassù faccia un freddo boia...

Berlusconi, il papa e l'aria condizionata

di Lucyb (29/06/2006 - 10:16)

 (ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 28 GIU - "Il cardinale Alfonso Lopez Trujillo sostiene che chi fa ricerca sulle cellule staminali embrionali e' passibile di scomunica. In un'intervista a Famiglia cristiana, il presidente del Pontificio consiglio per la famiglia motiva la sua affermazione, mettendo sullo stesso piano la distruzione degli embrioni e l'aborto. 'E la scomunica - precisa - vale per la donna, i medici, i ricercatori che eliminano l'embrione". 

In Italia ci è mancato l’illuminismo. Ecco cos’era!, meno male, mi stavo preoccupando. In un inciso del buon Augias (da Repubblica di non so quanti giorni fa) mi sembra di scorgere la Risposta alla domanda che da sempre arrovella tutti quegli italiani (me compresa) che si vergognano un po’ di confrontarsi con i cugini francesi, inglesi, tedeschi o americani sulla nostra incontrovertibile anomalia. Perché ci ridono tutti dietro? Perché bisogna fare sempre figure di merda? Non è umiliante che in Francia o in Germania abbiano “paura di finire come noi”? Ma ora ho capito: la colpa è dell’illuminismo che non c’è stato (grazie Augias!). Pensavo che quel giorno a scuola non ci fossi io e invece no, l’illuminismo italiano proprio non era nel programma.


In Francia si è passati da Diderot e d’Alambert, Voltaire, Rousseau e Montesquieu agli ideali di fratellanza, libertà e uguaglianza che hanno ispirato la rivoluzione.

Nel mondo anglosassone c’è un filo diretto che lega Newton, Hume e Adam Smith alla rivoluzione industriale, così come c’è un legame assai solido fra la diffusione di quelle idee nelle colonie americane (ad opera di intellettuali quali Franklin e Jefferson) e la nascita della Costituzione americana, che poi ne avrebbe ispirate tante altre nel vecchio continente.

In Italia i pensatori illuministi furono quasi tutti letterati. Ai Verri e ai Beccaria, agli Alfieri e ai Parini dobbiamo forse quello che è venuto dopo: Foscolo, Leopardi e se vogliamo Manzoni. Ma niente più. A chi si deve il Risorgimento italiano, a – chessò – Giambattista Vico?


Se quel giorno a scuola non ero distratta, l’illuminismo (secolo dei lumi) si chiama così perché i personaggi suddetti (e altri) si misero in testa di liberare l’umanità dall’oscurantismo religioso e da ogni altra forma di superstizione ed affermare – in aperta polemica anticristiana – principi quali l’autonomia del potere politico, il riconoscimento dei diritti umani, il primato del pensiero scientifico. Liberare l’idea di libertà, di uguaglianza, di fraternità dalla loro presunta origine religiosa e riconsegnarle così laicamente al genere umano.


Noi non abbiamo avuto l’illuminismo, però abbiamo sempre avuto – salvo una breve e trascurabile parentesi – il papa. Al primato della scienza abbiamo sempre preferito quello della fede. “Fra il papa e l’aria condizionata” dice in proposito Woody Allen, “preferisco l’aria condizionata”. Noi no.


Da questa scelta discende l’anomalia italiana. Quindi Wanna Marchi e il maestro do Nascimento, le madonnine piangenti, i comunisti scomunicati e le processioni pre-elettorali, il giubileo, la controriforma sulle staminali e la fecondazione assistita, la mafia, le bestie di Satana, il proibizionismo, i complotti, i poteri forti, la quinta colonna... e giù giù fino al leader dai superpoteri, diretto discendete dell’uomo forte e amico d’infanzia dell’uomo che non deve chiedere mai.


Pensare, invece, ci risulta difficile. Meglio attribuire le nostre sciagure a un nemico più o meno visibile (i terroni? i negher? i comunisti? l’arbitro Moreno?) e affidare la nostra salvezza a un “aiutante magico”, direbbe Propp (chi? Propp!). Che sia Dio o il papa, il leader o il premier, il bomber o il manager: poco importa. L’importante è abdicare il pensiero, delegare l’esercizio della ragione, restare in quella notte dove tutte le vacche sono grigie e dove stiamo, tutto sommato, così bene.


Temo questo, amici: dopo Berlusconi ci sarà un altro Berlusconi. Siamo fatti così. L’illuminismo? Porta sfiga. Diceva Goya: il sonno della ragione genera mostri. Sento che mi stanno spuntando becco e piume...

Scalate

di Lucyb (19/04/2006 - 11:29)

Ieri è stata una bella giornatina devo dire son successe tante cosine carine.

1. Ricucci l'hanno messo dentro, in gattabuia, in prigione, in carcere, in cella, tra le sbarre. Chissà se ce l'ha fatta a ballare un ultimo tango a Zagarolo con l'Anna. Io sono per la teoria della Falchi che porta merda. Si mise con Fiorello l'anno in cui andò al festival di Sanremo: Fiorello dato per vincente al 90% , Fiorello-flop. Passò a Biaggi quando Biaggi vinceva a bestia, Biaggi non vinse più una sega (ma quello forse perché lei lo stroncava). Ora la maledizione della Falchi è scesa su Ricucci (ma c'è da dire che lui s'è messo d'impegno)

2. Il Millan ha perso con il Barcellona in andata di semifinale. Ora vincere fuori casa sarà un'arrampicata veramente dura :P. Mi immagino Berlusconi come sarà stato contento. Io sono sempre felice quando perde il Milan perché mi figuro la faccia del nano.

3. Il mio gattone ha imparato ad abbeverarsi alla cannella. Dopo qualche giorno di tentativi timorosi con la zampetta ha proteso il musetto verso l'acqua corrente e via con la sua linguetta piatta, ha bevuto come un cammello.  Son soddisfazioni.

Resurrezioni

di Lucyb (18/04/2006 - 12:03)

A poche ore dalla resurrezione di Cristo ecco si tentano altre resurrezioni: la resurrezione della CDL e del Milan. Il nano malefico come Dio, uno e trino:  Dio, il nano, il Milan. Dio è già risorto, il Milan è sulla buona strada (da dieci punti e più sulla Juve a 5...) il nano si sta impegnando con tutte le forze per non abbandonare la poltrona, attaccato con il superAttak. E i suoi scagnozzi che ne pensano una al dì per invalidare il voto. A più di una settimana da queste benedette (o dannate) elezioni non si sa ancora chi, se, come ha vinto. Ma è possibile una cosa del genere? Evidentemente in un paese malato di tv trash si perde la percezione della realtà. Che poi intendiamoci non sono contro la tv trash, sono contro la tv trash totalizzante e  invadente nella vita d'una persona: un'ora di De Filippi si può smaltire con una decina di pagine di buon libro. 

Italia liberata

di Lucyb (13/04/2006 - 12:13)


Viva l'Italia, l'Italia liberata,
l'Italia del valzer, l'Italia del caffè.
L'Italia derubata e colpita al cuore,
viva l'Italia, l'Italia che non muore.
Viva l'Italia, presa a tradimento,
l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l'Italia, l'Italia che non ha paura.
Viva l'Italia, l'Italia che è in mezzo al mare,
l'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare,
l'Italia metà giardino e metà galera,
viva l'Italia, l'Italia tutta intera.
Viva l'Italia, l'Italia che lavora,
l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora,
l'Italia metà dovere e metà fortuna,
viva l'Italia, l'Italia sulla luna.
Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre,
l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre,
l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l'Italia, l'Italia che resiste.

Francesco De Gregori

 

Gli italiani ce l'hanno messa tutta per mandare a casa Berlusconi e i dirigenti della sinistra ce l'hanno messa tutta per resuscitare un Berlusconi morto e sepolto da tre mesi. SI sono fatti fregare come dei principianti (gente che è in politica da decenni). E tuttavia il nano malefico l'ha preso in der posto e questo è quello che conta.

Ieri ero a Milano. Milano è diversa dai suoi cliché. Sui muri un sacco di scritte antiberlusconiane, il mio tassista in camicia rossa, con l'unità sul cruscotto che ascoltava radio popolare. Viva L'italia!

 

Su la testa coglioni!

di Lucyb (05/04/2006 - 10:06)

Dal Manifesto di stamani:

Speriamo...

 

Totò, Peppino e l'abolizione dell'Ici

di Lucyb (04/04/2006 - 10:06)

Devo dire che per tutta la serata Berlusconi non mi era piaciuto: non rispondeva alle domande sprecando il proprio tempo a ribattere la risposta alla domanda precedente, snocciolava i suoi numeri a volte un po' senza senso, continuava a dire "francamente non si poteva fare di più", ecc. Prodi dal canto suo era più cazzuto del solito: a un certo punto è sbottato, difendendo con orgoglio l'operato del governo di centrosinistra nel risanamento dei conti pubblici e - per un attimo - sembrava addirittura che avesse gli occhi aperti.
Insomma, Berlusconi sembrava battuto ancora una volta, ma poi è venuto l'appello finale. Berlusconi ha finalmente indovinato la telecamera accesa, si è aggrappato alla scrivania di formica e si è rivolto agli elettori con la stessa faccia di quella famosa discesa in campo, mancavano solo i libri finti dietro (in realtà dentro a quei faldoni c'è una notevolissima collezione di Tex).
Scherzi a parte: l'appello finale di Berlusconi mi è sembrato orrido, a un certo punto ha detto "aboliremo l'Ici", poi pausa ad effetto, "sì, avete sentito bene!", poi ha chiuso con un gesto verso la telecamera alla Fonzie - un Fonzie di Segrate col riporto tinto, mi sono venuti i brividi. Non vorrei dire stronzate ma mi è sembrato che 'sta storia dell'Ici la tirasse fuori tipo coniglio dal cilindro, non mi stupirei che qualcuno nella CdL cadesse dalle nuvole. Anche il fatto di chiudere ripetendo le minacce sulle tasse di Prodi mi ha dato fastidio: dopo che l'altro per tutta la sera aveva ribadito il contrario l'ho trovato scorretto, mi è sembrata una cosa studiata a tavolino da dire nell'appello finale, senza possibilità di replica.
La cosa che meno mi è piaciuta di Prodi è che non chiamava quasi mai Berlusconi per nome: quando parlava del nano... pardon, del Presidente del Consiglio, sottintendeva sempre il soggetto. E' un trucchetto squallido, da seconda media, che non a caso aveva introdotto Berlusconi nel 2001, mi sono sentita un po' preso per il culo. Poteva venire meglio anche la citazione di Shaw, ma poteva venire anche peggio, almeno ha ottenuto l'effetto di far incazzare Berlusconi e poi far capire che non aveva colto la citazione (perché, qualcuno l'aveva colta?).
Le tasse, invece, anche stavolta peggio di così non poteva spiegarle. Non puoi dire "l'altra volta c'è stato un equivoco perché ancora non avevamo deciso", non sei mica alla riunione di condominio...
Poi è ovvio che non mi è piaciuta la "verve" di Prodi (ah! ah! ah!), ma che cazzo: dicono che sia rassicurante... in effetti tanta paura non la fa.
Quando B. ha parlato degli spinelli di Vladimir Luxuria, Prodi doveva dire la verità agli italiani: il fumo che spaccia la Luxuria non è per niente buono, non è giusto ingannare gli elettori. Quando B. gli ha dato dell'"utile idiota", Prodi poteva rispondere "io almeno sono utile", come aveva già fatto in passato, oppure in modo nuovo, tipo: "vaffanculo testa di cazzo", sai che picco di audience!

 

Grazie a Gianno per la gentile collaborazione

Mortadella o buristo? Avanti noi Prodi (mandò?)

di Lucyb (15/03/2006 - 11:38)

Ieri sera per vedere il fatidico faccia a faccia tra il prete e il nano, tra il diavolo e l'acqua santa, tra la mortadella e il buristo ho rinunciato ad un' amichevole di pallavolo con gli All Blacks che tante volte ci hanno ospitato nella loro enorme palestra dell'Isolotto. Annoverando tra l'altro la banale scusa di tutte le donne (è il nostro jolly). Enorme sbaglio. Due palle ieri sera. Due palle così! Una noia mortale! Berlusconi insopportabile come al solito con folta chioma mogano e stranamente truccato bene (deve aver cambiato truccatore, perché il colore del viso era lo stesso di quello delle mani) ha subito sforato il tempo stabilito. Due soli momenti divertenti: il primo quando Berlusconi, elogiando la riforma della scuola, ha detto "...infatti la riforma Moratti è stata critic... ehm apprezzata...." Uahahhahah. E il secondo quando ha risposto ad una domanda dicendo "Scusi non ho capito di che paese stiamo parlando".

Annunziata VS berlusconi

di Lucyb (13/03/2006 - 10:01)

A proposito della Annunziata e di berlusconi... lui ha lasciato lo studio perché lei lo avrà guardato storto :))))

 

 

Non mento per definizione

di Lucyb (19/01/2006 - 09:37)

Berlusconi ad Uno Mattina

"Non mento per definizione"

Non sottovalutiamo l'importanza del mento. In un uomo il mento è personalità (intendiamoci non la scucchia o bazza come la si voglia chiamare). Un uomo senza mento è un uomo senza palle

Tag berlusconi