La scelta di B.
[…] Hai lasciato: […] dentro l'urne confortate di pianto[…] “I Sepolcri” Ugo Foscolo Spero che Berlusconi si rimetta presto dal malore che lo ha colpito a Montecatini così potrà presentarsi al processo sui diritti Mediaset che nei giorni scorsi è stato rimandato a causa del suo precario stato di salute. Sarà invece presente alla manifestazione organizzata contro la finanziaria dell’Unione. Processo no, manifestazione sì. E’ una questione di scelte evidentemente.
piazze piene,
urne vuote,
tremori gentili,
tracce sottili,
tracce profonde
sugli zerbini
dei miei
pianerottoli[…] “Enver” OfflagaDiscoPax
E quando arriva lo sciopero scioperar...
Ma voi vi siete accorti che c'è stato lo sciopero dei giornalisti? Io mica tanto! Fra un tg che va in onda in forma ridotta e uno "normale", con venti minuti di meteo, moda, gossip e ricette di cucina, non ci vedo tanta differenza. Le home page dei quotidiani on-line inchiodate per 48 ore sono addirittura tranquillizzanti. La partita dell'Italia senza commento mi piace da morire. Insomma: l'impressione è che nel nostro Paese ormai i giornalisti siano in sciopero da anni. Per me lo sciopero poteva continuare a oltranza. L'informazione in Italia non esiste. Se stasera al posto del Tg1 o del Tg5 andasse in onda un blob d'annata non se ne accorgerebbe nessuno. Finché a capo delle redazioni ci saranno i Rossella e i Mimun non cambierà mai niente. Se un giorno saranno sostituiti con persone degne di questo nome, piano piano comincerà a cambiare qualcosa, ma ci vorranno anni. L'abitudine a non fare domande (non dico la seconda, ma almeno la prima!...), la connivenza con gli uffici stampa, la consuetudine delle veline, dei pastoni alla Pionati dove parlano tutti e nessuno dice niente, la convenienza di seguire il vento che tira, sono atteggiamenti che entrano nel profondo delle persone e le cambiano per sempre. Fare la guerra ai mulini a vento non paga. I martiri non vanno di moda. Una generazione di giornalisti (forse due) è compromessa per sempre. Forse la prossima si può ancora salvare, se si interviene con serietà regolamentando un settore che da troppi anni è stato abbandonato alla logica della lottizzazione prima e poi alla berlusconizzazione selvaggia.Una legge antitrust seria, magari ripresa pari pari da un paese occidentale scelto a caso, di certo non risolverà magicamente la situazione: le vecchie abitudini sono dure a morire e le scelte coraggiose, specie all'inizio, non pagano. Potrebbe però gettare le basi per un risanamento i cui frutti si potrebbero cominciare a vedere forse fra dieci-quindici anni. Ma ci credo poco. Nel centrosinistra qualcuno non ha ancora capito l'importanza della questione, mentre qualcun altro fa finta di non aver capito, forse perché ritiene che il conflitto di interesse costituisca per Berlusconi un motivo di imbarazzo e quindi una merce di scambio più che preziosa, specie con i numeri del Senato. Intanto la democrazia aspetta paziente che finisca lo sciopero.
A Silvia
Silvia si è fatta 16 anni di galera. Non è un’assassina né una ladra (“…e Silvia non ha ucciso mai nessuno e non ha mai rubato niente”). In italia nemmeno gli stupratori e gli assassini si fanno 16 anni di galera! Per non parlare dei politici corrotti che diventano parlamentari. Il suo è un reato d’opinione ("...perchè non è possibile rinchiudere le idee in una galera").
Credo sia umiliante uscire di prigione grazie all’indulto di Mastella (sia per l’indulto sia per Mastella). Ma credo anche che Silvia sia molto felice di essere libera. E io con lei.
In morte di Syd Barrett
Come video mostra, il quadrupede con zampe posteriori valghe che alloggia in casa mia è stato profanato e ieri è divenuto un micio lisergico in memoria ed onore di un grande personaggio scomparso recentemente. È il nuovo Lucifer Sam. Lucifer Sam era un gatto diabolico protagonista di una tipica canzone lisergica di Syd Barrett. La canzone racconta la storia di un gatto (Sam) che ha qualcosa di inspiegabile… Sarà perché Barrett si faceva montagne di acidi e poi componeva. Ecco spiegato l’arcano dello pseudonimo del nostro simpaticissimo amico Pin. Tra l'altro le canzoni lisergiche mi piacciono particolarmente, visto che come tutti sanno Lucy in the Sky with Diamonds (LSD) dei Beatles è una di queste. Insomma tornando alla canzone Barrett è sballato e guarda il gatto e gli sembra che abbia qualcosa che non vada. E’ una canzone del primo album dei Pink Floyd, "The piper at the gates of dawn", scritto tutto da Barrett (1967). Una pietra miliare nella storia del rock, il capostipite della musica psichedelica. I Pink Floyd ci hanno sempre un po' campato di rendita... Poi Barrett si ammalò di mente (si faceva troppo il ragazzo) e allora lo estromisero dal gruppo. E fu sostituito da Gilmour che da parte sua era pure un genio. Barrett andò di fuori quasi subito, durante i concerti sbroccava, tipo faceva sempre lo stesso accordo tutta la sera oppure se ne andava in mezzo alla canzone, balbettava... e pensare che lui all'inizio era anche la voce solista... Ad un certo punto lo estromisero e lo sostituì Gilmour che era suo amico poi più avanti gli avrebbero dedicato Wish you were here, Shine on you crazy diamond... Insomma: lo fecero fuori, ma con affetto. All’inizio il leader fu Gilmour, poi prese potere quel fanatico di Roger Waters, con tutte le sue angosce di merda, e fra i Pink Floyd e il loro pubblico si eresse il famoso muro. Dalla fine degli anni '70 hanno sempre riciclato la stessa roba, non hanno tirato fuori più niente di degno. Quindi: dal genio e sregolatezza di Barrett, al talento maestoso di Gilmour, alle angosciose seghe mentali di Waters. Sono le fasi dell'uomo, giovinezza, maturità, vecchiaia: la storia dei Pink Floyd è una metafora della vita.
Red pride (metal-meccaniche divine)
Che cos'è il comunismo? Oziosissima domandina da afosissimo mercoledì di luglio. Se il comunismo fosse un'idea sarebbe già un problema, perché sarebbe un'idea dolorosa, di quelle che non fanno accendere la lampadina, anzi... (diceva Gaber: "Se potessi mangiare un'idea avrei fatto la mia rivoluzione"). No, non è un'idea: è peggio.
A riguardare "Palombella rossa" di Moretti mi accorgo (ma in fondo l'ho sempre saputo) che il comunismo è un sentimento. Nel film lo dice il teologo sudamericano a Michele Apicella prima che entri in vasca:
"Cosa vuol dire essere comunisti? Un sentimento. Un sentimento di totalità. Ma cos’è questa totalità? È un campo. Un campo da gioco, una piscina. Intorno, gli angeli. Il pubblico. Il pubblico ti guarda. Urla. Ti vede. Tu invece: silenzio. Gol. Centosessantatré gol. Nella tua vita (oggi tre o quattro e basta). Vai".
E la piscina come metafora del comunismo percorre tutto il film, sottolineata anche dalla canzone di Battiato "E ti vengo a cercare", cantata da Moretti durante la tribuna politica e - di seguito - dal pubblico (di merda?) della partita:
Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine:
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita
che rinuncia a se'.
E ti vengo a cercare...
Non una dottrina totalitaria, dunque, ma un sentimento di totalità. Di totalità, senza dubbio: perché coinvolge per intero la sfera delle vicende umane, da quelle materiali (il lavoro e il suo sfruttamento, la Fiom, il contratto dei metalmeccanici...) a quelle ideali (da ciascuno secondo le proprie possibilità...). Ma un sentimento...?
Se il comunismo fosse un'idea, una teoria, una dottrina politica e sociale, la si potrebbe abbandonare come si fa con le idee superate, quelle che non ci piacciono più, che ci provocano dolore, ci costringono a confrontarci troppo spesso con le nostre frustrazioni.
Un sentimento, invece, per quanto doloroso e irragionevole sia, non puoi scegliere di abbandonarlo. Non puoi scegliere di non amare più, di non odiare più, di non soffrire o di non provare più affetto, simpatia, amicizia, compassione.
Così un comunista non può scegliere di non essere più comunista. E' una carica vitalizia, come essere papa o governatore della Banca d'Italia (?). Qualche volta sembra un po' una condanna. Qualche volta sembra un po' una benedizione. Se non altro perché, quando qualcosa che succede intorno a te (leggi va!) ti porta a domandarti: "Moriremo democristiani?", puoi sempre risponderti con una punta di legittimo orgoglio: "No, non moriremo democristiani. Moriremo comunisti". Amen.
Voglia di bestemmiare (negro, ebreo, comunista e frocio)
La Corte di Cassazione ha stabilito (leggi l'articolo) che dare del "frocio" a qualcuno è reato, in quanto "l'uso del termine indica senza dubbio un intento ingiurioso". Ma dai! La Corte ha così annullato una sentenza del giudice di pace di Teramo con la quale era stato assolto un uomo sulla base del fatto che quella parola non poteva (secondo il giudice di pace, appunto) essere considerata un'offesa.
L'imputato, un quarantenne abruzzese, era stato denunciato nel maggio 2005 per aver rivolto ad un suo conoscente l'epiteto in questione (più o meno gli avrà detto: “Lo vuoi togliere o no ‘sto motorino dai coglioni, brutto frocio che non sei altro!?”). Contro la sentenza di assoluzione hanno proposto ricorso per Cassazione la parte civile e il pubblico ministero.
Anziché abbandonarmi a un'improvvisa voglia di bestemmiare, proverò a fare tre o quattro considerazioni sparse, mascherandole però sotto forma di elenco numerato, come fa Scalfari la domenica su Repubblica.
1. Sociologia della comunicazione
La notizia è notiziabile non per il suo carattere di novità: non era chiaro anche prima che dare del "frocio" a qualcuno è un reato? Semmai per il fatto che i giornali sono così legittimati - una volta tanto - ad usare un termine volgare e pruriginoso, che attira immediatamente l'occhio (e il clic) del maniaco sessuale che è in noi.
2. Giurisprudenza
Dal punto di vista giuridico la cosa mi sembra del tutto priva di interesse, se non per il fatto che si sia arrivati addirittura in Cassazione per una stronzata di questo tipo. Chissà quanto ci hanno lavorato chissà quanti dipendenti pubblici che chissà quanto guadagnano di stipendio (pagato coi soldi delle tasse che chissà chi le paga). Poi ci lamentiamo che la giustizia è lenta, mannaggia ai froci.
3. Diritti civili
«Nettamente positivo» il giudizio di Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay (“azz!”) e deputato dell'Ulivo (doppio “azz!”): «È evidente che la sentenza della Cassazione ha un ruolo importante perché assume un compito didattico di invitare al rispetto delle persone e ad evitare l'utilizzo di una terminologia insultante e razzista». Giustizia è fatta, dunque. E questo è un modo di vedere la faccenda.
Un altro modo di vedere la faccenda è: c'è una testa di cazzo che, per insultare un'altra testa di cazzo, non trova di meglio che dargli del "frocio". Quell'altra testa di cazzo si sente talmente offeso da questo epiteto da rivolgersi al giudice di pace. Andate a fare in culo tutti e due (tre con Grillini), magari reciprocamente.
4. Logica e sensibilità
Sublime la motivazione addotta dalla quinta sezione penale della Corte di Cassazione, secondo cui quella del giudice di pace abruzzese (che non aveva ritenuto "frocio" un insulto) era una decisione contraria «alla logica ed alla sensibilità sociale, che ravvisa nel termine “frocio” un chiaro intento di derisione e di scherno». Bella la nostra logica, bella la nostra sensibilità sociale: complimenti vivissimi!
5. Sociolinguistica
Un'altra parola che se ne va, un'altra parola che non si può più dire né pensare. Se fossi uomo e frocio, vorrei essere frocio: non certo omosessuale, neanche pederasta, né tantomeno "gay" ("trend positivo!!!"). Frocio, madonna come suona bene, come riempie la bocca: frocio! "Mamma, papà, sono frocio!!! Amici, romani, concittadini: sono frocio!!! Amore, sono frocio, non te n'eri accorta?"E invece no, frocio non si può dire più. Come negro. Anche negro non si può dire più. Una volta era una parola senza alcuna connotazione negativa, ma a forza di pronunciarla con disprezzo e di usarla a mo' di insulto siamo riusciti a rovinarla. Disprezzo e ipocrisia: prima sporchiamo per sempre le parole, poi le abbandoniamo sdegnati, rifugiandoci nelle persone di colore, negli afroamericani, negli omosessuali, nei gay...
6. Politica
In attesa dei commenti della politica che sicuramente arriveranno (tanto non c'è da fare un cazzo, no?), mi ritorna in mente (bella com'è, forse ancor di più) Alessandra Mussolini. Qualche tempo fa (marzo), forse un po' condizionata dall'ambientaccio sconveniente in cui si trovava (gli studi televisivi di "Porta a porta"), la gradevole Alex si era lasciata scappare un simpatico "Meglio fascista che frocio" rivolto a Vladimir Luxuria. Qualcuno di noi avrà forse pensato: "Ma che cazzo dice questa troia fascista di merda?" E invece no: aveva ragione lei e ora la Corte di Cassazione lo ribadisce, meglio fascista che frocio. Infatti "frocio" è un insulto, "fascista" invece no.
7. Ma se qualcuno avesse previsto tutto questo?
Come sempre non si dice mai niente di nuovo:
"Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista, io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso, io uguale, negro, ebreo, comunista! Io frocio, io perchè canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino, io solo qui alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino, voglia di bestemmiare!"
Francesco Guccini, "L'avvelenata" (1975)
Mestieri
Cesare Cremonini dovrebbe andare a fare il macellaio. Il cantautore non si addice ai testi delle sue lagne e al suo cognome.
L'inno al trombo di Demente Mastella
Demente Mastella continua a stupirmi! Dopo la rivelazione d'essere arrivato illibato al matrimonio ecco l'inno dell'UDEUR. Io pensavo fosse uno scherzo di qualche simpatico gruppo sinistrorso e invece...
"L'idea, la speranza, un progetto per... costruire, migliorare la realtà con te al centro del paese...
la certezza del domani,
il futuro che tu vuoi con noi presto verrà
sì verrà, presto vedrai verrà
Udeur verrà, Udeur verrà, Udeur,Udeur...verrà una nuova realtà"
Un brano rockeggiante. Incredibile, agghiacciante eppure fantastico. Un fenomeno simile per certi versi ad Emilio Fede: ridicolo, divertente e alla fine innocuo . Il cattolicissimo, bigottissimo, verginissimo Demente Mastella che sceglie 'sto brano rock? Il rock che è la musica del sesso, il genere per eccellenza allusivo del trombo. Non solo, nel ritornello si usa la parola "venire".
UDEUR verrà UDEUR verrà... Altro che popolari, questo è un inno al trombo!
Piove

Oggi primo giorno di Primavera piove a dirotto...
nella pio
nella pio
nella pioggia che c'è
i cani non trovan padroni
e suona l'orchestra a gettoni
e i cinesi non chiudono mai
(Vinico Capossela)
piove sui nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
l'illuse, che oggi m'illude,
(Gabriele D'Annunzio)
Ma piove, piove sul nostro amor...
(Domenico Modugno)
I'm singin' in the rain
Just singin' in the rain
What a glorious feeling
I'm happy again
(Frank Sinatra)
è un progetto di casa è lo scialle di lana, un incanto cantato è un'andana è un'altana è la pioggia di marzo, è quello che è la speranza di vita che porti con te
(Ivano Fossati)
Estate
Estate,
sei calda come i baci che ho perduto
sei piena di un amore che è passato
che il cuore mio vorrebbe cancellar
Estate,
il sole che ogni giorno ci scaldava
che splendidi tramonti dipingeva
adesso brucia solo con furor
Tornerà un altro inverno
cadranno mille petali di rose
la neve coprirà tutte le cose
e forse un pò di pace tornerà
Estate,
che hai dato il tuo profumo ad ogni fiore
l'estate che hai creato il nostro amore
per farmi poi morire di dolor
Odio l'estate
Negroni
Ieri sera mi sono bevuta un americano e un negroni. Mi ricordo una canzone
mi fermo al bar dei gran minchioni
riparto e ho in corpo tre Negroni
infiamma bene il buco dentro
prendo almeno un po' di tempo
Vinicio Capossela
Povera patria
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.
Franco Battiato
Berlinguer non ti voglio più bene
Essere o non essere? Questo è il problema. Se sia più comunista Madonna o Berlinguer. Madonna negli anni '80 cantava "Material girl", ecco un estratto:
"'cause we are
Living in a material world
And I am a material girl..."
Berlinguer (Enrico) invece negli anni ’50 raccomandava alle donne comuniste di prendere ispirazione da Santa Maria Goretti. Che mondo!






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